Julian Assange ha avuto un ictus in carcere, la compagna denuncia: “Colpa dello stress”

domenica 12 Dicembre 15:07 - di Lorenza Mariani
Assange

Julian Assange ha avuto un mini ictus in carcere provocato dall’ansia per il suo futuro. A parlare per lui è la compagna, Stella Morris, madre dei suoi due figli. e sceglie di farlo via social, attraverso Twitter su cui posta un grido d’allarme e rivela un episodio accaduto a fine ottobre. «Julian ha avuto un ictus il primo giorno dell’appello davanti all’Alta corte il 27 ottobre. Deve essere scarcerato. Adesso»: un messaggio che, nella sua veemente drammaticità, invoca aiuto e interventi immediati.

Julian Assange ha avuto un ictus in carcere

Il fondatore di Wikileaks, 50 anni, è rinchiuso nel carcere britannico di massima sicurezza di Belmarsch, in Gran Bretagna e rischia di essere estradato negli Stati Uniti. Dove lo attende un processo per spionaggio per la diffusione online di migliaia di documenti e email classificati sull’attività militare e diplomatica degli Usa. «Julian sta combattendo e temo che il mini ictus sia il precursore di un attacco più grave», ha detto la Morris al Mail on Sunday. Aggiungendo di ritenere che il deterioramento dello stato di salute del compagno sia dovuto all’estremo stress. Uno stress che sicuramente si sarà acutizzato venerdì, quando l’Alta Corte britannica si è espressa a favore dell’estradizione di Assange negli Stati Uniti. Una decisione rispetto alla quale il fondatore di Wikileaks intende presentare appello davanti alla Corte suprema.

La compagna addita la responsabilità dello choc vascolare allo stress

Una partita a scacchi internazionale, quella partita sul caso Assange. Una mano di poker al tavolo della giustizia, quella in corso. In cui l’incidente del 27 ottobre – un episodio ischemico transitorio. Durante il quale si è brevemente interrotto il flusso di sangue a una parte del cervello di Assange – fa da spartiacque. Intanto il protagonista della vicenda, 50 anni, è sempre detenuto in un carcere di massima sicurezza vicino a Londra. Dove si trova dall’aprile del 2019, dopo aver trascorso oltre sette anni chiuso all’interno dell’ambasciata londinese dell’Ecuador. «Credo che questa partita a scacchi, battaglia dopo battaglia. Questo stress estremo, siano stati la causa di questo incidente vascolare cerebrale di Julian», ha detto Moris. Ma difficilmente inficerà l’iter della disputa in corso.

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