Assange, le accuse e che cosa rischia adesso dopo l’arresto a Londra

12 Apr 2019 9:54 - di Mia Fenice

Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è stato arrestato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dopo che Quito ha revocato la concessione dell’asilo al giornalista australiano. Assange è stato portato in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard, poi in tribunale. Assange è stato riconosciuto colpevole immediatamente di fronte alla Westminster Magistrates Court di Londra di aver violato i termini della cauzione nel 2012 per non essersi presentato allora dal giudice ed essersi invece rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador. Per questo reato rischia una pena fino a dodici mesi di carcere nel Regno Unito (la sentenza precisa sarà definita più avanti) in attesa che le autorità britanniche decidano anche sulla richiesta di estradizione presentata dagli Usa.

«Posso confermare che Julian Assange, sette anni dopo essere entrato nell’ambasciata ecuadoriana, è ora sotto custodia della polizia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito», ha spiegato il ministro dell’Interno britannico, Sajid Javid. «Voglio ringraziare l’ambasciata dell’Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: nessuno è al di sopra della legge», ha concluso Javid.

Assange arrestato, le accuse di Wikileaks

Julian Assange non è uscito dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, è stato l’ambasciatore a far entrare la polizia britannica all’interno della sede diplomatica, dove il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato: ha denunciato in un tweet la stessa organizzazione. «L’Ecuador ha revocato illegalmente l’asilo politico concesso in precedenza a Julian Assange accusa WikiLeaksin violazione del diritto internazionale».

Ci sono “la Cia“e altri poteri dietro la caccia a Julian Assange,denuncia ancora Wikileaks. Assange – twitta l’organizzazione da lui fondata – «è un figlio, un padre, un fratello. Ha vinto decine di premi di giornalismo ed è stato nominato per il Nobel per la pace dal 2010. Ma attori potenti, inclusa la Cia, sono impegnati in un sforzo sofisticato per disumanizzarlo, delegittimarlo e imprigionarlo».

Assange, la difesa del Cremlino

Intanto il Cremlino auspica che siano rispettati tutti i diritti del fondatore di Wikileaks, riporta l’agenzia russa Tass. Il sottosegretario agli Esteri italiano, Manlio Di Stefano ne ha chiesto la liberazione, definendo il suo arresto “un’inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks”. Questo è un momento buio per la libertà di stampa»: così Edward Snowden, ex analista dell’Nsa e gola profonda del Datagate esiliato a Mosca, ha commentato l’arresto di Assange. «Le immagini dell’ambasciatore dell’Ecuador che invita i servizi britannici nell’ambasciata per trascinare via un giornalista vincitore di premi fuori dall’edificio finiranno nei libri di storia. I critici di Assange possono esultare, ma questo è un momento buio per la libertà di stampa», ha scritto su Twitter.

La richiesta di estrazione

Julian Assange è stato arrestato dalla polizia britannica sia per la mancata comparizione dinanzi a un giudice del Regno nel 2012, sia sulla base di una “richiesta di estradizione degli Usa”: così via Twitter la legale Jen Robinson, componente del team legale dell’attivista e giornalista australiano. È accusato dagli Usa di cospirazione con Chelsea Manning nel 2010 finalizzata alla pirateria informatica: lo ha reso noto il dipartimento di giustizia americano. Se condannato, rischia sino ad un massimo di 5 anni. I procuratori Usa accusano Assange di aver ricevuto dall’ex analista dell’intelligence Usa Chelsea Manning parte delle password dei computer della difesa americana per accedere a materiale classificato. Assange, cittadino australiano, sta ricevendo l’assistenza consolare ma non riceverà alcun “trattamento speciale”, ha detto il primo ministro Scott Morrison.

 Parla la difesa

Come hanno spiegato i legali di Assange, l’arresto è avvenuto «in relazione a una richiesta di estradizione degli Stati Uniti» che dal canto loro hanno confermato di aver chiesto al Regno Unito l’estradizione di Julian Assange «in relazione all’accusa federale di aver partecipato ad un complotto per accesso abusivo in una rete informatica». Per Assange è dunque stata richiesta l’estradizione per reati informatici e non per spionaggio. Nell’atto di accusa si sottolinea che Assange ha avuto un ruolo «nella più ampia sottrazione di materiale classificato della storia degli Stati Uniti».

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