Il Vaticano contro la Dad: «È una grave misura, deve essere un’ultima ratio per casi estremi»

mercoledì 22 Dicembre 14:02 - di Redazione
Vaticano

Il Vaticano contro la Dad. La didattica a distanza per arginare il contagio da Covid dev’essere l'”estrema ratio”. Lo sottolinea un documento della Pontificia Accademia per la Vita presentato oggi. «La scelta di chiudere le scuole, operata con modalità e tempi diversi nel mondo – ricorda la Pav – è stata motivata dalla comunità scientifica con la necessità di evitare la diffusione del contagio nelle comunità. L’esperienza di precedenti epidemie ha dimostrato l’efficacia di questa misura nell’ottenere un controllo dell’infezione e un appiattimento della curva del contagio».

Vaticano, la Dad come ultima ratio

«D’altra parte, – annota l’Accademia presieduta da mons. Paglia – non si può non sottolineare la gravità di una tale misura, che dovrà in futuro essere considerata solo l’ultima ratio da adottare in casi estremi e solo dopo aver sperimentato altre misure di controllo epidemico quali una diversa sistemazione dei locali, dei mezzi di trasporto e dell’organizzazione dell’intera vita scolastica e dei suoi orari. Laddove infatti le misure di contenimento hanno costretto i ragazzi alla pratica abituale – e spesso singhiozzante – della didattica a distanza, l’impoverimento dell’apprendimento intellettuale e la deprivazione delle relazioni formative sono diventati un’evidenza condivisa».

«Almeno dieci milioni di bambini non torneranno più a scuola»

Dati alla mano, la Pav ricorda che «si stima che almeno dieci milioni di bambini, nel mondo, non torneranno più a scuola. Molti di loro vengono riassorbiti da problematiche sociali che li costringono al lavoro minorile e allo sfruttamento».

La Commissione Covid del Vaticano

Le conseguenze del Covid hanno avuto effetti devastanti. Dati alla mano, la Commissione Covid del dicastero Vaticano per lo Sviluppo umani Integrale rileva che «si stima che, entro il 30 settembre 2021, più di cinque milioni di bambini abbiano perso un genitore, un nonno o un tutore secondario, a causa del Covid-19».

«Ciò significa – si legge nel documento presentato oggi – che un bambino perde un genitore o una persona di riferimento ogni 12 secondi. Stime conservative suggeriscono che nei prossimi anni, altri milioni di bambini subiranno queste perdite e saranno esposti maggiormente al rischio di cadere in povertà, rimanere privi di cure familiari, essere messi in orfanotrofio e avere un accesso ridotto all’istruzione».

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