Giorgia Meloni: «Atreju è il luogo del confronto politico. Ci piace ascoltare gli altri punti di vista»

lunedì 6 Dicembre 18:55 - di Sara De Vito
Meloni Atreju

Arriva sorridente, stretta in un piumino bianco-neve. E scatta il primo selfie con un divertito Babbo Natale sulle note di Jingle Bells. È l’ingresso di Giorgia Meloni nel villaggio di Atreju 2021, il Natale dei Conservatori.  La leader di Fratelli d’Italia taglia il nastro della tradizionale kermesse della destra italiana, giunta alle 23esima edizione. Quest’anno in una inedita veste natalizia. Allestita nel cuore di Roma, a piazza Risorgimento, la festa intitolata al protagonista della Storia Infinita di Ende durerà fino al 12 dicembre. Sei giorni intensi di incontri  dibattiti, tavole rotonde, videocollegamenti, concerti. Mercatini natalizi, pista di pattinaggio. Presepi e vin brulé.

Meloni inaugura Atreju: qui il vero confronto politico

“Atreju oggi è una delle più grandi manifestazioni di confronto politico culturale”, dice la Meloni. Inaugurando  la kermesse. Che nelle passate edizioni si è sempre svolta a settembre aprendo di fatto la stagione politica. “C’è qui un’identità una storia che arriva da lontano e vuole confrontarsi con se stessa. Trovo che molti tendono ad accartocciarsi su se stessi. Si parlano fra di loro, come se risolvessero i problemi da soli. Noi questo problema non ce l’abbiamo mai avuto. Questo è un ruolo dove tutti vengono ascoltati, ci piace sentire gli altri punti di vista”. Da sempre l’ospitalità verso gli avversari politici è il fiore all’occhiello di Atreju, luogo di confronto tra diverse visioni che cercano una sintesi nel rispetto delle differenze. Oltre gli steccati ideologici.

“Ormai il Parlamento non conta su nulla”

“Noi siamo per il presidenzialismo , sabato ci sarà un importante dibattito per interrogarci su dove stia andando la democrazia. Con un Parlamento che ormai non serve più a niente”, dice ai giornalisti la leader di Fratelli d’Italia. Puntando l’indice contro il  sistematico commissariamento delle Camere da parte del governo Draghi. “Ormai il Parlamento  non viene più preso in considerazione su nulla, dalla manovra al Pnrr”. Quanto alla complicata partita del Colle la Meloni ribadisce le priorità della destra. “Non credo che questo sia il luogo nel quale si parla del Quirinale nel senso di dire come andrà a finire”, dice. “È  presto. Ma sicuramente siamo qui per parlare di quale sia la responsabilità della politica nell’elezione del capo dello Stato. Perché in troppi pensano che serva un capo dello Stato per mantenerli al potere. Anche se perdono le elezioni. Invece, io cerco un capo dello Stato che faccia il capo dello Stato. Faccia il suo lavoro, faccia rispettare la Costituzione e le regole. E difenda la sovranità nazionale italiana“.

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