Fitto ad Atreju demolisce le politiche Ue sui migranti: “Incapaci, ipocrite e contradditorie”

giovedì 9 Dicembre 20:45 - di Giovanni Pasero
Fitto Atreju

«In materia di immigrazione emergono le contraddizioni, l’incapacità, e l’ipocrisia dell’Unione Europea e di molti stati membri». A sottolinearlo è stato Raffaele Fitto, copresidente del gruppo Ecr-FdI al Parlamento europeo, parlando stasera ad Atreju nel corso del dibattito ‘Fronte d’Europa. Viaggio al confine tra solidarietà e sicurezza nell’era delle grandi migrazioni’.

«’L’Ue – ha sottolineato l’ex ministro Fitto ad Atreju – è soggetta a tre rotte migratorie: il primo fronte è rappresentato dal Mediterraneo Centrale, il secondo fronte dal Mediterraneo Orientale collegato con la rotta balcanica, il terzo è quello nord orientale che negli ultimi mesi è fortemente sotto pressione a causa delle crisi internazionali in Medio Oriente e della pressione esercitata dalla Bielorussia sull’Unione europea».

Fitto ad Atreju cita i tre fronti delle politiche migratorie Ue

«Rispetto a questi tre fronti – ha avvertito – abbiamo politiche differenti da parte dell’Unione. Mentre infatti, poco o quasi nulla si fa sul fronte del Mediterraneo Centrale e sul confine nord orientale gravando la responsabilità sugli stati membri, sul fronte del Mediterraneo orientale abbiamo un’Unione europea che finanzia la Turchia, affinché blocchi il flusso di migranti verso l’Europa. Assistiamo da tempo ad annunci risolutori sui vari Consigli europei, e su soluzioni da parte della Commissione rispetto ai quali dobbiamo registrare continui rinvii, come sulla proposta della Commissione sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo che è ferma da settembre 2020».

“Da molte parti – ha spiegato Fitto – si dice che la mancata condivisione di responsabilità e solidarietà sia dei paesi di Visegrad, ma forse sarebbe anche il caso di dire anche le stesse Francia e Germania sono molto restie. A tal proposito mi dispiace che il Commissario Schinas non sia con noi durante questo dibattito. A fine settembre insieme con il collega Legutko, a nome del gruppo Ecr, gli scrivemmo una lettera chiedendo delucidazioni su alcune sue affermazioni sul fatto che sul tema migrazione ed asilo non si poteva raggiungere alcun accordo se prima non ci fossero state le elezioni in Germania e Francia, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta”.

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