Ennesimo pasticcio di Conte: FdI scopre che il quesito sul rimborso del 2X1000 era sbagliato

mercoledì 1 Dicembre 12:53 - di Lucio Meo

Il quesito, su cui si era avuto un “plebiscito”, secondo il racconto di Conte, era sbagliato, formalmente sbagliato, cosa gravissima per un Movimento che si interroga su una questione giuridica, il 2×1000, e non solo politica, ma soprattutto un partito guidato da un avvocato amministrativista per il quale un errore nella citazione di una fonte legislativa non dovrebbe essere secondario.

L’errore del M5S di Conte sul quesito del 2×1000

La scoperta del clamoroso errore nel quesito on line su cui si sono espressi un terzo degli iscritti grillini, consentendo al M5S di incassare i contributi privati all’azione politica, è stata fatta dal deputato di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, ex pentastellato. Su Fb ha fatto notare che il Dl 143/2013 non esiste, mentre esiste il Dl 149/2013 ed è quello il decreto che sancisce l’abolizione del finanziamento pubblico diretto e regola le disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti con l’acquisizione dei finanziamenti privati col 2×1000. “Stiamo parlando di un refuso che non ha nessuna incidenza sul quesito e sul voto, in quanto era chiaro l’intento della proposta che veniva messa in votazione”, si difende, all’Adnkronos, il senatore M5S Vito Crimi a proposito dell’errore nel quesito sul 2×1000 sottoposto agli iscritti in occasione della votazione online che si è conclusa ieri.

Crimi si difende: “Un refuso, non cambia nulla…”

“Era una indicazione superflua. E’ assolutamente indifferente dal punto di vista del voto. Parlare di non conoscenza delle leggi… come al solito si trascende su qualcosa di irrilevante”, insiste Crimi, che ha curato la pubblicazione del quesito sul blog per conto di Conte. “Mi sono occupato di predisporre il tutto, ho studiato la legge, la conosco bene. Si è trattato di un refuso, un numero che è cambiato: non c’è scritto un anno diverso. Se però qualcuno si vuole divertire con poco nessun problema. A noi interessa la sostanza e la sostanza dice che il quesito era chiaro”.

“La domanda non era sulla legge – rimarca l’ex reggente grillino – ma sue due concetti molto chiari e ben evidenziati ai nostri iscritti”. Insomma, “il voto è andato bene, la partecipazione è stata alta, il risultato conferma la proposta, abbiamo donato pure 4 milioni di euro… Il succo è questo, e non avendo altro da criticare – conclude Crimi – si cerca di trovare ogni appiglio. Anche un mero refuso”.

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