Colle minato per il centrodestra: anche la Moratti finisce nel tritacarne della stampa manettara

martedì 28 Dicembre 14:01 - di Niccolò Silvestri
Moratti

Silvio Berlusconi punta al Colle? Nessuna paura: sono ormai settimane che il Fatto Quotidiano la bombarda sotto forma di petizione popolare. «Abbiamo superato le 190mila», gongola la copia oggi in edicola. Fedele ala consegna della stroncatura preventiva, il giornale diretto da Marco Travaglio pubblica a puntate anche la “B. story” per gli appassionati dell’odissea giudiziaria del Cavaliere. È l’effetto-Quirinale. E colpisce chiunque accarezzi il sogno del Colle più alto della politica. O si presume lo stia facendo. Come Letizia Moratti, “pizzicata” a parlare giorni fa con Giorgia Meloni in un ristorante di Roma.

Letizia Moratti attaccata da Fatto e Domani

Ma tanto è bastato alla stampa per strologare di «incontro segreto» (nel pieno centro della Capitale), di «colloquio risolutivo» (eppure FdI il 20 per cento lo ha nei sondaggi non ancora in Parlamento) e persino di possibile «intesa» con Letta. Tanto insomma ha tuonato da costringere la Moratti all’indomani a precisare che il suo nome non è tra i quirinabili. Più tempestiva di così. L’ottima scelta di tempo, tuttavia, non è servita a risparmiarle il tributo da pagare alla gogna mediatica che attende chiunque osi mostrare la testa fuori dal sacco. Leggere, per conferma, il solito Fatto e quel Domani targato De Benedetti che certo non rinuncia a contendere al giornale di Travaglio il ruolo di gazzetta giudiziaria.

Chiuse le indagini sulla società di famiglia

Entrambi riportano infatti con grande enfasi la notifica dell’avviso di conclusione indagine nell’ambito dell’inchiesta sulle transazioni petrolifere della Saras, società del gruppo di famiglia di donna Letizia. «Petrolio sporco del gruppo Moratti, chiusa l’indagine» ha prontamente squillato il Fatto. Non è da meno la tromba del Domani: «Il “conflitto di interesse” che imbarazza lady Moratti». Appunto, la gogna è servita, seppur in forma di modica quantità. Un assaggio che però lascia intravedere il solito pingue banchetto a base di «spunta il nome di X» e di «ora trema Y», tipico del circuito mediatico-giudiziario. Oggi capita alla Moratti, ma sarà così per chiunque azzardi a coltivare il sogno del Colle. Chiunque del centrodestra, ovviamente.

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