Caro bollette, il ministro Cingolani vuole “scappare”: altro che transizione ecologica…

martedì 28 Dicembre 8:24 - di Marta Lima
Rischia di chiudersi con la farsa delle dimissioni per "obiettivi raggiunti" l'esperienza del ministro Roberto Cingolani nel governo Draghi

“Il mio lavoro è finito”, ha detto il ministro Roberto Cingolani, quello che dal pulpito grillino aveva promesso la rivoluzione energetica, la “transizione ecologica”, che in effetti si è realizzata: stiamo transitando verso un inverno di bollette energetiche carissime e senza alcuna alternativa di approvvigionamento per privati e per le imprese. Un vicolo cieco dal quale Cingolani, con grande tempismo, sta pensando di uscire dimettendosi, almeno stando alle dichiarazioni rilasciata a un giornale specializzato, la Staffetta Quotidiana, e riportate oggi anche da Libero. “Abbiamo centrato gli obiettivi posti da Draghi prima del compimento dell’anno. Ora c’è un problema di implementazione. E questa fase non ha bisogno di uno con il mio profilo”, ha detto il ministro, pronto a svignarsela prima che esploda la bomba delle bollette.

La fuga di Cingolani, dopo i grandi risultati ottenuti…

Quale sarebbe la missione portata a termine da Cingolani, con sua grande soddisfazione, che lo porterebbe a lasciare il governo, al pari di Draghi, per avere ottenuto grandi risutati? “Scrivere il Pnrr, o almeno contribuire pesantemente visto che la transizione ecologica è centrale per il successo del piano, per la sua approvazione, per il suo finanziamento e perla bella figura dell’Italia, credo sia andata bene. So come scrivere un programma tecnico e ho un’esperienza manageriale che mi è stata molto utile”, per non parlare dell’obiettivo numero due che era costruire la struttura ministeriale. “La capacità organizzativa e manageriale è stata utile. Quando sono arrivato il ministero aveva un bilancio annuale di 1,2-1,3 miliardi, quasi tutte spese fisse. Oggi, e per i prossimi 5 anni, il bilancio è da 16-17 miliardi. Siamo diventati più simili a una società quotata”. Ec infine, sempre nell’intervista, Cingolani rivendica un altro grande  traguardo: le semplificazioni, ma anche il G20, la Cop 26. Tutto lui, ha fatto, tranne le unjiche cose che interessavano gli italiani. Un trionfo da barzelletta, per il ministro scaricato perfino dai grillini, pronto al passo comico finale: le dimissioni per eccesso di risultati ottenuti…

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *