Vauro, sfregio a Draghi sul “Fatto”. Il web lo bastona: con Conte non ti saresti mai permesso

martedì 2 Novembre 12:51 - di Gabriele Alberti
Vauro

Da Vauro un sfregio piuttosto meschino verso il premier Mario Draghi. Il vignettista comunista quando ha un nemico non bada alla decenza. Così dopo i nemici giurati Berlusconi, Salvini e Renzi fa il suo ingresso tra i bersagli della matita del “Fatto” il presidente del Consiglio. I fondi di Travaglio contro il premier hanno dunque ricevuto “sostanza” dalla vignetta di Vauro. Ci sono due che parlano: “G 20 Draghi. ‘Bla bla bla? Dato sostanza alle parole'”, si legge nella vignetta che campeggia  sulla prima pagina del quotidiano di Marco Travaglio. “Che sostanza?”, chiede lei. “Lascia perdere”, è la risposta di quello che sembra essere lo stesso Vauro Senesi che si tappa il naso per la puzza di cacca.

Vauro, altro sfregio a Draghi di pessimo gusto

“Vignetta degna del Fatto. Se c’era Conti al suo posto non l’avreste fatta”. E’ uno dei tanti commenti nella pagina Fb del vignettista. “Purtroppo a qualcuni gli brucia”, commenta un altro: fatevene una ragione, Draghi è il migliore…”. Molti nei commenti su stupiscono dello stupore di Vauro: “Davvero pensavate che dal G20 venisse una qualche soluzione?”. Facendo intraveder, quindi, il mero sfregio a cui potesse ambire una vignetta così volgare verso il premier ma anche priva di un contenuto politico importante. Resta lo sfregio di un disegno che sembra quello che in gergo calcistico si definisce “fallo di frustrazione”. Inutile. Utile solo a confermare che quando Vauro vuole ci riesce a raggiungere  la sgradevolezza.

Vauro ora ha un altro nemico da offendere

Criticare Draghi è possibile e doveroso, ma con i toni e gli accenti della politica. Con questi disegni e parole Vauro si conferma matita livorosa,, che si inebria nell’offendere. Disegno che fa il paio con la vignetta sul Draghi “ubriacone” di una settimana fa. Un quell’occasione prese due piccioni con una fava: Salvini e Draghi insieme. Il primo aveva fatto sapere dell’intenzione di avere con il premier almeno un colloquio a settimana. Per cui Vauro aveva già sentenziato: Draghi sarebbe presto avviato a una “carriera” di alcolista, visti i gusti del leader della Lega che gli dà di mojito. “Cameriere un altro mojito“, chiede infatti  il premier con il bicchiere in mano traballante…

Le vignette indecorose contro la Meloni

Non dimentichiamo, poi, la vignetta di metà ottobre in cui dava alla Meloni della nazista; un’altra precedente in cui sirpassava Salvini in modalità “passo dell’oca”: vignette che racciudevano un precisa “condanna” politica da parte di Vauro. Il vignettista quando esagera non è tollerabile. Per un poco di notorietà disse che non vedeva l’ora di essere querelato dalla Meloni, perché aveva definito FdI partito di fascisti. Fece perdere la pazienza di recente anche alla sobria Rita Dalla Chiesa, quando Vauro irrise all’italianità: tema sacro per la conduttrice. “Andresti preso a calci”, scrisse sui social. Il rancore gli sta offuscando la creatività, piuttosto scarsa al momento. (Questa la vignetta su Draghi).

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