Vaccino Covid ai bambini, Vaia: «Si ascolti l’Oms, immunizzare ora i bimbi sani non ha senso»

sabato 13 Novembre 12:47 - di Redazione
vaccino bambini

Vaccinare solo i bambini fragili e attendere l’evoluzione della pandemia e nuovi dati per quelli sani. Il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, torna a ribadire la propria posizione rispetto alla somministrazione del vaccino nella fascia d’età 5-11 anni, dopo il richiamo dell’Oms sul fatto che «non ha senso vaccinare i bambini sani» e somministrare le terze dosi, mentre nel mondo la campagna Covax langue e ci sono Paesi in cui la copertura è totalmente inadeguata.

Vaia fa suo l’appello dell’Oms sul vaccino ai bambini

«Ho detto più volte che il tema non è vaccinare o non vaccinare i bambini, ma in questa fase dell’epidemia ritengo che sia giusto immunizzare solo i bambini fragili», ha detto Vaia commentando con l’Adnkronos l’appello del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e facendo suo l’appello sul vaccino ai più piccoli.

Le incertezze della comunicazione scientifica

«Oggi la comunicazione scientifica è incerta perché ci sono comunque dei rischi nelle vaccinazioni in generale», ha sottolineato Vaia, aggiungendo che «in Israele hanno visto che ci sono casi di miocarditi nei bambini e quindi vaccinano solo i fragili». «Io credo – ha ribadito – che sia saggio in questo momento vaccinare nella fascia 5-11 anni solo loro».

Vaia: «La responsabilità sociale è degli adulti»

Altro discorso «se dovessero cambiare le cose e avremo maggior elementi scientifici su questo tema». Allora, «si potrebbe di estenderla a tutti», ha precisato il direttore dello Spallanzani, chiarendo che «resto favorevole gli over 12 perché hanno una maggiore socialità». «La responsabilità sociale, ribadisco – ha concluso Vaia – non deve essere dei bambini ma degli adulti, dei genitori, dei nonni e dei docenti».

Nessun dubbio sulla terza dose: «Può farci uscire dall’emergenza»

Quanto alla terza dose, invece, Vaia non ha dubbi. «Abbiamo un obiettivo ambizioso: uscire dall’emergenza entro fine anno. Lo possiamo fare spingendo sulla terza dose e sull’ampliamento dell’obbligo vaccinale alle fasce di popolazione che hanno contatti con il pubblico. Questa mattina anch’io ho fatto la terza dose, ciascuno di noi deve dare l’esempio», ha raccontato, spiegando che «la terza dose di vaccino ci protegge e aumenta la nostra capacità immunitaria di oltre il 50%». «Il punto quindi – ha aggiunto – non è come faremo Natale, ma chiudere l’emergenza al fine anno. E questo lo possiamo fare spingendo, appunto, sull’obbligo vaccinale per alcune categorie e la terza dose».

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