“The rilescion, auar coscienzis, eeeee…”. Le figuracce di Conte in inglese da “conferenziere” come Renzi (video)

martedì 23 Novembre 14:59 - di Lucio Meo
Fa sorridere e pone tanti interrogativi la conferenza di Conte ad Amsterdam, tutta in inglese, nella quale pasticcia con la lingua

Anche Giuseppe Conte fa conferenze internazionali, come Matteo Renzi, ed evita di pubblicizzarle, come Renzi, con una differenza. Mentre il leader di Iv cerca di tenere sotto traccia le sue relazioni estere pagate profumatamente, da Stati stranieri, per mettere a tacere le polemiche sul suo conflitto d’interessi come senatore, l’ex premier grillino forse si vergogna semplicemente del proprio inglese, tutt’altro che fluido. Lo ha scoperto il giornalista Dario D’Angelo, che sul suo blog ha pubblicato un video nel quale Conte, a un tavolo internazionale, pontifica sul Covid in Italia in un inglese incerto e pasticciato.
Sarò onesto con voi. Non stavo cercando una notizia in particolare. Ma sul mio telefonino, mentre navigavo su Twitter, è apparso il commento di una signora, sotto un video di Giuseppe Conte, che diceva testualmente: “Detto da un amico interprete, lo parla con un accento discreto e molto meglio di Draghi. Lasciamo perdere l’innominato (Renzi, ndr) che è da shock“. Qui il mio cervello ha iniziato a mettersi in moto….”. Da lì la scoperta del video, che nessuno di noi, neanche D’Angelo, è in grado di dire se sia stato realizzato in una conferenza a pagamento o no, ma certamente apre nuovi scenari sui conferenzieri italiani che fanno anche i politici.

La conferenza di Conte e l’inglese “renziano”

“Gli ospiti dell’evento – scrive il blogger giornalista in un articolo ripreso anche da Dagospia – erano di diversa estrazione, per usare un eufemismo. Si andava dalla leader bielorussa dissidente Svetlana Tikhanovskaya al direttore de La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro. Passando per la cantante Patti Smith e Mary Trump, nipote molto critica di quel Donald Trump con cui Conte ha stretto invece una grande amicizia. E poi c’era lui, ovviamente, Giuseppe Conte…”. Sede, Amsterdam, inviti a cura di una Fondazione: a pagamento?

“Ci sarebbe qualcosa di male o di illegale se Conte avesse ricevuto soldi per partecipare a questa conferenza? Assolutamente no. Come non c’è niente di illegale nelle conferenze a cui interviene Renzi e che sono diventate oggetto di strumentalizzazione politica….”. Come dare torto a Dario D’Angelo, anche quando pone dubbi, e ironizza, sull’inglese maccheronico di Conte, in stile “Firts reaction, shock!” di Renzi. Guardare il video per credere…

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