Colossale gaffe di Conte sulla Shoah: parla del ghetto di Roma e pubblica una foto di Varsavia

domenica 17 Ottobre 16:40 - di Lucio Meo

E’ un Conte vecchia maniera, quello delle super gaffe pubbliche, lo “statista” compunto e commosso che si produce in un post toccante nel giorno del ricordo del rastrellamento del ghetto di Roma, ma che evidentemente, distratto dalle lacrime copiose, sbaglia clamorosamente la fotografia, forse cercandola su Google, confondendo la Capitale con Varsavia. Un dettaglio, so fa per dire, quando di mezzo c’è il ricordo di un giorno così terribile per il mondo.

La gaffe di Conte sul ghetto di Roma

“78 anni fa, nel Ghetto di Roma, 1024 tra uomini, donne e bambini furono rastrellati e deportati al campo di concentramento di Auschwitz dalle truppe nazifasciste. Solamente in 16 si salvarono da quella che rappresenta una delle ferite più profonde per la città di Roma e per la storia dell’intero Paese. Quella del 16 ottobre 1943, però, non rappresenta solo l’occasione di un doveroso ricordo. È un monito che ci richiama oggi alle nostre responsabilità democratiche. È la necessaria consapevolezza che solo il quotidiano impegno in difesa delle Istituzioni e dei valori dell’antifascismo può salvaguardare il Paese da nuove eversioni che si richiamano a vecchie demagogie.Abbiamo il dovere di fare la nostra parte in questa grande battaglia culturale e politica per la democrazia…”, scrive il leader grillino, bocciato in storia e in fotografia. Ha sbagliato ghetto, insomma, che vuoi che sia, Roma o Varsavia, manco si è scusato, l’ex premier, per se stesso o per lo smanettone al quale si è affidato per i suoi commossi ricordi.

Ha imparato da un’altra grillina, la Raggi

Tutto questo, foto sbagliata compresa, per arrivare a recitare a pappagallo il mantra di questi giorni sull’antifascismo, che “deve salvare il Paese da nuove eversioni”, ha puntualmente scritto Conte.

Una gaffe che ricorda molto quella di un‘altra grillina, Virginia Raggi, che in occasione dell’anniversario che ricorre il 19 luglio, sul profilo del sindaco parlò di una Roma “sempre antifascista”. Ho deposto una corona per commemorare il 78° anniversario del bombardamento che nel 1943 colpì San Lorenzo e altri quartieri della città. Un evento drammatico che non dobbiamo dimenticare perché senza memoria non c’è futuro». Ma il bombardamento fu opera degli inglese, i fascisti non c’entravano nulla. Per non parlare della gaffe di due mesi prima sullo stesso bombardamento, anticipato a maggio, sempre grazie a una frettolosa ricerca su Google…

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