Dopo il documentario tocca a Renzi d’Arabia: è indagato a Firenze per la conferenza ad Abu Dhabi

mercoledì 14 Luglio 15:49 - di Lorenza Mariani
Renzi indagato

Renzi indagato a Firenze per la conferenza ad Abu Dhabi. A rivelarlo è lo stesso senatore, leader di Italia Viva, nel suo nuovo libro. I dubbi sulle trasferte negli Emirati arabi dell’ex premier. Il fatto che rumors, indiscrezioni, e addirittura un presunto scoop di Striscia la notizia, nei mesi scorsi dessero il numero uno di Iv talmente colpito dal “Rinascimento arabo” da voler abbandonare la politica italiana e il suo partito. E dunque, sempre più in odore di trasloco tra sceicchi. Emiri. E principi sauditi. Indeciso tra le dune del deserto e i grattacieli di Dubai…

Renzi indagato a Firenze per la conferenza ad Abu Dhabi

E, soprattutto, i compensi remunerativi di cui Renzi d’Arabia potrebbe avvalersi. (E di cui, tra gli altri, Le Iene hanno dato conto in quanto membro della fondazione saudita Future Investment Initiative). Complici, in qualche modo, le criptiche spiegazioni rese dal diretto interessato sulle sue trasferte, considerate da cronisti, detrattori e avversari politici, delle vere e proprie «scorribande affariste». Fatto sta che il magma indistinto di voci e supposizioni oggi torna in auge con una indagine della Procura di Firenze: per emissione di fatture per operazioni inesistenti in relazione al compenso ricevuto per una conferenza ad Abu Dhabi.

Al vaglio della Procura le “relazioni pericolose con l’Arabia Saudita”

È lo stesso ex premier a darne notizia nel suo libro Controcorrente. «Vengo indagato per «prestazione inesistente» dopo aver partecipato a un convegno ad Abu Dhabi, al quale parteciparono autorevoli leader internazionali», racconta l’ex segretario nel nuovo libro. Non solo. In base a quanto riferisce in queste ore l’Adnkronos sul caso, in concorso con Renzi, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco, sarebbe indagato Carlo Torino, titolare di una società di Portici (Napoli).

Renzi indagato a Firenze, riflettori dei magistrati su una società di Napoli

Per l’esattezza, si tratterebbe della Carlo Torino e associati, che avrebbe fatto da tramite per la ricezione del compenso dell’ex premier. L’inchiesta sarebbe nata a seguito di una segnalazione dell’Unità di prevenzione antiriciclaggio, che avrebbe indicato movimenti di denaro poco chiari sul conto corrente della società di Napoli. Se poi tutto si risolverà, come ipotizza in queste ore Carlo Calenda, in un nulla di fatto. O se, al contrario, l’inchiesta farà emergere l’arrosto oltre al fumo: solo il tempo, le indagini e gli eventuali riscontri, potranno dirlo. O smentirlo...

 

 

 

 

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