Sfregio alla Rowling, attivisti trans svelano il suo indirizzo sul web. Lei: “Minacce? Ci tappezzo casa”

mercoledì 24 Novembre 10:45 - di Giulia Melodia
Rowling

Non c’è pace per J.K. Rowling. La mamma letteraria del celebre Harry Potter è da tempo ormai nel cuore di un ciclone polemico che le sta sconvolgendo la vita. Minando la sua serenità personale e la sicurezza della sua famiglia. L’ultima aggressione mediatica contro la scrittrice dei record arriva da tre giornalisti attivisti-trans, autori dell’ennesimo scempio perpetrato in nome del politically correct, con la pubblicazione sui social della fotografia della villa dove la Rowling abita con il marito e i figli. L’ultimo sconsiderato gesto che va a sommarsi alle innumerevoli iniziative “punitive” organizzate contro la Rowling da quando è partita e si è montata contro di lei l’accusa di transfobia per una serie di tweet. Cinguettii social in cui la scrittrice si è limitata a esprimere il proprio punto di vista, riflessioni critiche comprese, sull’identità di genere. Quando non direttamente a favore dei diritti delle donne biologiche.

Nuove minacce contro la Rowling… alla faccia del politicamente corretto

Denunciando, a più riprese, di essere vittima di una discriminazione al contrario. Di un conformismo dell’anticonformismo che: tra le accuse piovutele addosso dal mondo dell’associazionismo Lgbt. E le recriminazioni di colleghi, editori, attori e persino divi nati dalla sua penna hanno mosso contro di lei, hanno finito per travolgerla in una bufera mediatica che, troppo spesso, ha messo a rischio la sua incolumità e quella dei suoi familiari. Come in quest’ultimo caso, in cui tre giornalisti attivisti-trans hanno deciso di pubblicare sui social la fotografia della villa dove la Rowling abita con il marito e i figli. Un monito. Una punizione. Una stroncatura tridimensionale dell’autrice di Harry Potter che, da parte sua, continua a rivendicare il diritto alla libertà di parola e opinione. Come a puntare l’indice contro chi, incredibilmente, «in nome del politicamente corretto e dell’inclusione vuole silenziare chi si esprime a favore dei diritti delle donne biologiche».

Tre giornalisti attivisti-trans pubblicano sui social la foto della villa in cui vive la scrittrice

«Non so cosa credevano di ottenere», ha precisato la Rowling denunciando il fatto con tanto di citazione dei nomi dei responsabili. «Ma ormai ho ricevuto così tante minacce di morte che potrei tappezzarci la casa», ha poi aggiunto. Del resto, dopo anni di intimidazioni e minacce, forse  essere al centro del mirino non le fa più paura come la prima volta. Inoltre, la scrittrice sa bene di potersi avvalere della protezione della polizia scozzese. Come dello scudo della solidarietà messa in campo da seguaci e fedeli lettori, che sui social – anche questa volta – hanno prontamente denunciato il misfatto. Insomma la Rowling non è sola a portare il vessillo del diritto a dire come la si pensa, anche se facendolo si può urtare la suscettibilità dell’universo arcobaleno. Con lei, e lo ribadisce in prima persona, anche molte altre donne – decisamente più isolate e meno protette – che la scrittrice elenca in una lista di voci messe a tacere o addirittura «cancellate».

Rowling, una lista di voci messe a tacere o addirittura «cancellate»

«Nell’arco degli ultimi anni ho guardato con sconcerto il caso di Allison Bailey, Raquel Sanchez, Marion Miller», riferisce, tra gli altri, il Corriere della sera riportando le parole dell’autrice della mitica saga di Harry Potter. Tutte «cancellate» un po’ come lei. «Sino a tempi recentissimi. A Kathleen Stock: la professoressa di filosofia dell’Università del Sussex costretta a dare le dimissioni perché, come Rowling, sostiene che sia sbagliato che il concetto di «genere» sostituisca completamente quello di “sesso biologico”. “Nessuna di queste donne – ha precisato Rowling – è protetta nel modo in cui lo sono io. Assieme alle loro famiglie sono state messe in uno stato di paura e angoscia”».

La Rowling continua ad avventurarsi su un terreno minato e costellato di pericoli

«Ma forse – aggiunge in calce la scrittrice – il modo migliore di dimostrare che il vostro movimento non è una minaccia per le donne è di smettere di seguirci e di molestarci». E, incredibilmente, sui social diverse donne e associazioni trans si sono schierate dalla sua parte. Dichiarandosi apertamente in disaccordo rispetto a intimidazioni di qualunque tipo. Eppure, specie nel Regno Unito, in questo momento separare nettamente i campi tra “donne biologiche” e “donne trans”. Sostenere come e perché sia sbagliato che il concetto di «genere» sostituisca completamente quello di «sesso biologico», resta una missione ad alto rischio. Così, pur rivendicando diritti per entrambe, la Rowling continua ad avventurarsi su un terreno minato e costellato di pericoli. Che ciclicamente tornano a riaffacciarsi e a minacciare la scrittrice che, per quanto protetta e in buona compagnia, ha comunque in mano una bacchetta magica spuntata. Una di quelle che nemmeno Harry Potter  potrebbe far funzionare…

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