Rave party a Milano nel solito edificio dei raduni. Meloni, l’Italia stile Lamorgese: carta bianca ai balordi

lunedì 22 Novembre 12:50 - di Ginevra Sorrentino
Lamorgese

Siamo alle solite. Lo scempio dell’ennesimo rave party si consuma sotto gli occhi della ministra Lamorgese. In quest’ultimo caso organizzato ancora una volta a Milano. E  e tra l’altro all’interno di un edificio abbandonato già teatro di eventi simili. Ma se la titolare del Viminale volta lo sguardo, la presidente di Fratelli d’Italia resta sul pezzo. E in un infuocato post sulla sua pagina Facebook, Giorgia Meloni torna a denunciare: «Pugno duro e divieti per chi vuole manifestare contro il governo. Ma carta bianca per qualsiasi fattone che voglia organizzare un rave party illegale: l’Italia ai tempi del Ministro Lamorgese».

Ancora rave party a Milano, Meloni: «Ecco l’Italia ai tempi del Ministro Lamorgese»

Dunque, ancora un rave party a Milano interrotto da Digos, Scientifica e Volanti. Sollecitati a intervenire da alcuni residenti della zona che, preoccupati, hanno segnalato musica ad alto volume e uno strano viavai di giovani che andava avanti da un po’. E infatti, le forze dell’ordine, una volta arrivate sul posto, hanno accertato che all’interno di un edificio abbandonato era in corso la “festa” dell’illegalità. E allora, casolare occupato, andirivieni di persone e giovani in arrivo in continuazione. Un presidio barricato con ingressi sbarrati.

Il blitz delle forze dell’ordine dopo le segnalazioni dei residenti

Al punto tale che personale della Digos, pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale. Membri della Polizia Scientifica e squadre dei Reparti inquadrati non sono bastati per forzare il blocco creato in quell’area periferica della città. E così si è dovuto ricorrere all’aiuto dei pompieri: e i poliziotti sono potuti entrare nella struttura che si trova accanto al Parco Forlanini, dove hanno identificato e allontanato tutti i presenti. Così, al termine del blitz, gli agenti hanno trattenuto sul posto tre giovani identificati come gli organizzatori dell’evento e sequestrato casse e attrezzatture in uso. Ora si stanno svolgendo gli approfondimenti del caso. Tutti saranno segnalati all’autorità giudiziaria.

De Corato: «I balordi sono liberi di fare quello che vogliono indisturbati»

Sul caso, l’ennesimo, è intervenuto l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato. Il quale, come riporta Il Giorno in un servizio delle scorse ore, commentando il rave party che ha portato a tre denunce, ha sottolineato il silenzio e l’inoperosità del Comune di Sala, dichiarando: «L’intervento della polizia è scattato soltanto dopo le lamentele dei residenti per la musica ad alto volume. Cara Lamorgese, con questi organici di carabinieri e polizia fermi da anni non si va da nessuna parte. Non ci sono controlli e i balordi sono liberi di fare quello che vogliono indisturbati. Non è accettabile in una realtà come Milano che si soffra la carenza di uomini delle forze dell’ordine, soprattutto in un periodo delicato come quello attuale».

“Il Comune lo sa bene e latita”: ieri non era il primo rave party in quel casolare abbandonato

Un problema annoso e a tutt’oggi irrisolto, su cui De Corato in conclusione ha rimarcato in una nota: «Milano è piena di edifici abbandonati su cui nessuno interviene. Il Comune lo sa bene e latita. Mentre dovrebbe emettere un’ordinanza contingibile e urgente con la quale imporre alla proprietà degli stabili la messa in sicurezza, non a caso in via Taverna non è la prima volta che avveniva un episodio simile. Gli strumenti amministrativi ci sono, perché il Comune non li usa e finge di non vedere?». Domande. Dubbi. Denunce e indignazione che continuano a rimanere senza risposta.

Una situazione pericolosamente fuori controllo

Una situazione pericolosamente fuori controllo, e non da ieri. Una realtà che chi di dovere affronta in maniera sporadica e deficitaria. E su cui le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire a cose fatte: quando i buoi sono già scappati dalla stalla. Una realtà che i residenti sono costretti a subire ormai ciclicamente. Che al danno aggiunge la beffa. E su cui incombe l’incognita del pagamento dei danni: quelli sparsi nei vari presidi abbandonati delle aree industriali delle nostre città presi d’assalto per i rave. E che lasciano, a “festa” finita, danni nei dintorni e montagne di rifiuti da ripulire: bottiglie e lattine vuote, vetri rotti e cannucce per sniffare la cocaina. 

Cittadini sono stanchi: infatti la mozione per le dimissioni della Lamorgese va a gonfie vele

Tutte situazioni e appendici che confermano come, dall‘immigrazione selvaggia alla gestione della piazza No Green Pass. Passando per la tutela della sicurezza dei cittadini, e per i mancati controlli dell’abusivismo, il Viminale faccia acqua da tutte le parti. Ora però i cittadini lo hanno capito e sono stanchi. Tanto è vero che su Facebook la Meloni annuncia che la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Lamorgese va a gonfie vele. «Sono oltre 150mila gli italiani che hanno già firmato a sostegno della nostra petizione. I cittadini sono stufi di subire l’incapacità di Lamorgese».

 

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