Papa Francesco ai giornalisti: «Ricordate, la Chiesa non è né di destra né di sinistra»

sabato 13 Novembre 13:54 - di Redazione

“Vi ringrazio per quanto raccontate su ciò che nella Chiesa non va. Per quanto ci aiutate a non nasconderlo sotto il tappeto. E per la voce che avete dato alle vittime di abuso“. Con queste parole papa Francesco, nel corso dell’incontro con i giornalisti, ha consegnato una onorificenza ai vaticanisti decani Valentina Alazraki, della Tv messicana Televisiva, e a Phil Pullella, della Reuters.

Francesco ai giornalisti: il papa vi vuole bene

Il pontefice si è detto grato per lo sforzo di raccontare la verità. “Il papa vi vuole bene”, ha aggiunto sottolineando come il giornalismo non sia un mestiere ma una missione. “Quella di spiegare il mondo. Di renderlo meno oscuro.  È una missione difficile. E complicato pensare, meditare, approfondire, fermarsi per raccogliere le idee e per studiare i contesti e i precedenti di una notizia. Il rischio, lo sapete bene, è quello di lasciarsi schiacciare dalle notizie invece di riuscire a dare ad esse un senso”.

Sottrarsi alla tirannia dei social media

Quindi ha invitato i giornalisti a sottrarsi alla tirannia dei social media. “Dell’essere sempre online, sui social, sul web. Il buon giornalismo dell’ascoltare e del vedere ha bisogno di tempo. Non tutto può essere raccontato attraverso le email, il telefono, o uno schermo”. Poi Bergoglio ha chiesto a giornalisti accreditati in Vaticano di ricordare sempre la Chiesa non è un’organizzazione politica.

Nella Chiesa non esiste destra né sinistra

“Non esistono destra e sinistra come accade nei Parlamenti”, ha detto.  “La Chiesa non è una grande azienda multinazionale con a capo dei manager che studiano a tavolino come vendere meglio il loro prodotto. La Chiesa non si auto-costruisce sulla base di un proprio progetto, non trae da sé stessa la forza per andare avanti e non vive di strategie di marketing. Ogni volta che cade in questa tentazione mondana, e tante volte cade o è caduta, la Chiesa, senza rendersene conto, crede di avere una luce propria“.

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