Nasce l’Università di Austin che non si piega alla cancel culture: qui vige solo il diritto di pensare

mercoledì 10 Novembre 12:42 - di Adele Sirocchi
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“L’università di Austin – annuncia Il Foglio – è la nuova casa dei cancellati, dei professori, degli intellettuali, dei giornalisti che hanno perso il proprio posto di lavoro a causa di una pressione woke e twittarola o che si sono dimessi per non subire più queste pressioni o che si battono perché la cancel culture non annichilisca dissenso, libertà di parola, dialogo”.

Università di Austin: lo scopo è l’intrepida ricerca della verità

Pano Kanelos, ex rettore del St. John College di Annapolis ha annunciato la nascita della Università  di Austin con toni trionfanti. Università «ferocemente indipendente» e alternativa, il cui scopo fondamentale è «l’intrepida ricerca della verità». «Non possiamo aspettare che le Università si sistemino da sole. Ecco perché ne iniziamo una nuova». A fine giornata già novecento studenti avevano scritto per avere informazioni.

Chi sono i soci fondatori dell’università di Austin

I soci fondatori dell’Università di Austin, va considerato, da Bari Weiss allo storico Niall Ferguson, dal cofondatore di Palantir (società specializzata nella raccolta e analisi dei dati) Joe Lonsdale all’intellettuale Steven Pinker, sono nemici dichiarati della “purezza ricattatoria della wokeness”. La wokeness è l’ultima evoluzione del politicamente corretto, secondo cui bisogna stare “svegli” (woke) contro ogni forma di pregiudizio e dunque puntare all’aggiornamento delle grandi opere del passato o alla decapitazione delle statue dei personaggi storici sgraditi.

Università di Austin: è la resistenza culturale all’ondata woke

“È una svolta importante – ha scritto Tempi.it –  nella resistenza all’ondata woke che domina le culture war in America, e non è soltanto reazionaria e conservatrice. Innanzitutto perché molti dei fondatori della Università di Austin non sono conservatori, ma arrivano dal mondo progressista, semplicemente si sono accorti che qualcosa non andava. Molti di loro hanno subito conseguenze sul posto di lavoro perché non allineati fino in fondo al dogma politicamente corretto su razza, gender e femminismo”.

Chi è Bari Weiss

Bari Weiss è la giornalista che si dimise dal New York Times lamentando che Twitter fosse diventato il direttore supremo del giornale. La Weiss ha fornito una risposta alla crisi delle grandi testate tradizionali. E ha creato Common Sense, una newsletter e un podcast che raccontano anche storie che non si adattano alla narrazione mainstream. Niall Ferguson, a sua volta, ha criticato l’auto-flagellazione dell’Occidente mentre Steven Pinker ha criticato aspramente la “teoria critica della razza” . In base alla quale se sei bianco sei un suprematista nato.

Steven Pinker contro la teoria critica della razza

“Non sono favorevole – spiegò Pinker in un’intervista – a qualsiasi ideologia che dica che tutti i bianchi sono razzisti e lo saranno sempre, e che la società è un conflitto costante tra gruppi razziali diversi. È l’opposto dell’idea egualitaria progressista che sostengo: le persone dovrebbero essere giudicate in base ai loro meriti e alle loro qualità individuali, dovremmo ignorare il più possibile la razza. In altre parole, è la difesa di Martin Luther King del fatto che le persone dovrebbero essere giudicate come individui e non per il colore della loro pelle. Questo approccio è stato respinto dai sostenitori della teoria critica della razza. Essi sostengono che non si può sfuggire alla propria razza e che le persone non possono superare i propri impulsi razzisti. Io penso che questa idea sia falsa, che il razzismo stia diminuendo, è quello che dicono tutti i dati. Dovremmo sforzarci di ottenere dei progressi senza giudicare le persone in base al colore della loro pelle”.

 

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