Migranti, l’Europa ci ha tradito: su 50.000 arrivi in Italia redistribuiti solo 97. Lamorgese alle corde

sabato 13 Novembre 15:27 - di Martino Della Costa
migranti Lamorgese

Migranti, Lamorgese alle corde, il sistema d’accoglienza al collasso. E tutti, dalla Germania alla Francia, fanno orecchie da mercante. L’Europa, insomma, c’ha tradito: basti pensare che, in 7 mesi, da aprile a oggi, su 50.000 arrivati sono stati redistribuiti appena in 97… Così, lo scetticismo nei confronti della presunta redistribuzione Ue diventa indignazione. E quest’ultima si trasforma in rabbia, non solo social. Ieri sera è terminato ad Augusta, nel Siracusano, lo sbarco dei 306 migranti soccorsi nei giorni scorsi in diverse operazione dall’equipaggio dell’Ocean Viking. «Dopo una procedura durata 2 giorni, i naufraghi soccorsi da Ocean Viking sono tutti sbarcati» in Italia, fa sapere l’ong Sos Mediterranee. Non solo: i 306 della Ocean Viking. Unitamente agli 847 sbarcati domenica a Trapani dalla Sea-Eye, resteranno tutti in Italia. E, tunisini a parte, la stragrande maggioranza dei 57.833 migranti approdati da gennaio sulle coste italiane. Una situazione non più sostenibile: ma la Ue tace. Fa spallucce. E lascia sola l’Italia, voltando sguardo.

Migranti, l’Europa fa spallucce e ci lasca soli. La Lamorgese tace

E, soprattutto, ribaltando silenziosamente il tavolo degli accordi di Malta, siglati nel settembre del 2019, in base ai quali cinque Paesi avevano iniziato a mettere nero su bianco i numeri della redistribuzione. Piccoli numeri, ancora inadeguati a far fronte all’emergenza e ai flussi di fronte ai quali ci troviamo quotidianamente, ma pur sempre numeri e riferimenti scritti. Che oggi diventano carta straccia. Restano lettera morta, buttando alle ortiche il riferimento alla solidarietà tra le righe di quel “contratto”. Un accordo che, vuoi per il Covid, prima. E per la spaccatura sempre più profonda tra i 27 dell’Unione: fatto sta che quella pagina intestata alla questione migranti torna a essere desolantemente bianca.

Migranti, i numeri che inchiodano la Lamorgese: su 50.000 arrivi, redistribuiti solo in 97

E come riporta la Repubblica nella sua edizione odierna: «La solitudine in cui è ripiombata l’Italia sta tutta in un numero: 97. Tanti sono i migranti che l’Italia è riuscita a redistribuire in Europa sui 50.000 arrivi registrati dal pallottoliere del Viminale negli ultimi sette mesi, da aprile ad oggi. Il nulla. L’Easo, l’agenzia di supporto all’asilo dell’Unione europea, tenta disperatamente di continuare a fare la sua parte. E, entro la fine di novembre, promette di concretizzare la partenza verso la Germania di un piccolo gruppo di migranti. Ma si tratta di persone arrivate in Italia mesi e mesi fa che Berlino si era impegnata allora ad accogliere ma che sono rimaste nei centri italiani».

E Francia e Germania fanno orecchie da mercante

Ragioni umanitarie che cedono il passo a più stringenti calcoli elettorali. Non è un caso se, da inizio estate, anche Germania e Francia hanno cominciato a fare orecchie da mercante: il tema della solidarietà, da Berlino a Parigi, non è un fianco da scoprire a un elettorato incandescente come il loro. E allora? di fronte a numeri da “invasione” come quelli che registrano i flussi degli arrivi sulle nostre coste, il ministro Lamorgese prova giusto a temporeggiare. Col Viminale che, prima di autorizzare l’ingresso in porto, si prende qualche giorno per tentare disperatamente di raccogliere fantomatiche adesioni sulla redistribuzione (anche lei fantasma), da parte dei presunti partner. Quelli che, fino alla primavera scorsa, si erano definiti Paesi solidali: Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Irlanda e Lussemburgo. Malta? Non pervenuta.

La Lamorgese è alle corde, il sistema d’accoglienza al collasso

E così, la Lamorgese è alla corde. Il sistema d’accoglienza al collasso. E, come riferisce Repubblica, «dall’era Salvini al Viminale la qualità dell’accoglienza, i servizi e soprattutto il percorso di integrazione proposto sono stati notevolmente ridimensionati e i Cas che adesso ospitano tutta questa gente sono per lo più ridotti a dormitori». Nel frattempo, però, a fronte della risposta, la domanda di sbarco – come il numero dei migranti nei centri di accoglienza italiani – da aprile ad oggi è tornata costantemente a crescere. Con buona pace della ministra Lamorgese che, pur ribadendo – ancora qualche giorno fa – che: «È giusto che si salvino le persone. Ma è ingiusto che sia solo l’Italia a occuparsene solo perché è il Paese di primo approdo». E che: «Il principio di solidarietà dovrebbe essere il principio cardine dell’Europa», in realtà tace. Incassa il colpo. E accoglie.

L’appello di Draghi guarda alla Libia. Può bastare?

Dunque, l’accordo di Malta firmato dalla ministra a La Valletta nel 2019, ad oggi sembra imploso. Con il premier Draghi che, nelle ultime ore, lo ha affrontato semplicemente invocando un accordo (un altro)… E dichiarando: «Occorre fare qualcosa per affrontare la situazione” migranti”. Ma gli sbarchi continui sull’Italia rendono la situazione insostenibile. La Ue deve trovare una soluzione. E noi dobbiamo investire di più sulla Libia per aiutare i libici a creare condizioni più umane». Basterà?

 

 

 

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