Le lotte femministe risucchiate da un asterisco (*) a cominciare dallo storico liceo Cavour di Torino

sabato 20 Novembre 10:26 - di Annalisa Terranova
asterisco

Toni idilliaci sulla Stampa, a firma di Francesca Paci, perché il liceo Cavour di Torino inaugura la dicitura student* con l’asterisco, mettendo al bando maschi e femmine in nome dell’inclusività. Titolo: “Al liceo un asterisco per il genere fluido”. Ma cos’è il genere fluido? Boh. La Paci ci regala comunque un pezzo elegiaco paragonando il presunto progresso inaugurato dallo storico istituto torinese a una potente conquista dell’umanità. Un po’ come la 194, o come il rifiuto del matrimonio riparatore. Un passo avanti storico per le donne… le quali – incoraggia la Paci – dovrebbero “festeggiare” il fatto di vedersi cancellate dai documenti scolastici. Ma il pensiero non sfiora minimamente l’amanuense del linguaggio inclusivo.

La Paci non teme il senso del ridicolo:  “Tocca sempre al paese reale affrettare più o meno consapevolmente il passo per trascinare avanti il paese legale”. Figuriamoci poi che goduria se tutto ciò avviene nel liceo “dove studiarono Cesare Pavese e Giulio Carlo Argan”. Ma sì care donne, dovete rallegrarvi perché in nome dell’identità fluida voi siete destinate a scomparire, soprattutto se a rappresentare le vostre istanze sono neofemministe “alla Paci”, che ormai hanno preso lugubramente il posto del vecchio femminismo alla Rowling.

L’entusiasta Paci previene anche le possibili obiezioni: “Evocheranno l’infiltrazione occulta della teoria gender. I più raffinati tra i conservatori che si pensano avanguardia additeranno la cancel culture, la globalizzazione, l’individualismo neoliberista e le lobby delle minoranze, Soros (che non guasta mai) e pure i Maneskin. Denunceranno la minaccia del futuro e invece è tutto già passato, siamo noi che pur guardandoci ogni giorno nello specchio dei nostri figli ci accorgiamo di essere cambiati solo nel momento in cui un’istituzione come la scuola codifica il cambiamento. E allora c’è chi respira di sollievo, chi si rallegra, chi panica”.

Ma stiamo scherzando? Qui c’è chi “prende in mano il filo dell’emancipazione di un intero Paese” con un registro scolastico rivoluzionario finalmente aderente al “Paese reale” e ci si vuole attardare con i capricci culturali della destra retrograda? Giammai. Perché scomodare le lobby poi? Basta dire che è una grande stupidaggine. Il commento è più che sufficiente.

E basta attendere, poi,  che il buon senso si prenda la sua rivincita. Nel frattempo il vero paese reale, non quello immaginario del “wokismo”,  manderà segnali. L’astensionismo è uno di questi. Perché mai, si chiedeva un giornale inglese commentando la sconfitta dei laburisti nell’ex fortino rosso di Hartlepool, gli operai dovrebbero votare per una sinistra la cui unica preoccupazione sono i bagni gender free? Appunto. Sostituire ai bagni i registri dei licei e il cerchio si chiude. Arriverà il feedback anche per la sinistra italiana. E’ solo questione di tempo.

 

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