Incubo Green Pass, beccata sul treno senza carta verde si rifiuta di scendere: rischia fino a un anno

mercoledì 17 Novembre 12:35 - di Lorenza Mariani
Green Pass

Si sapeva che sarebbe successo. E ora, con la stretta sui controlli a bordo di treni, metro e bus, i casi di trasgressori dell’obbligo di Green Pass, sanzioni, proteste e polemiche, non potranno che aumentare. Nel frattempo, il sito di Libero rilancia la vicenda della signora che ha aperto le danze delle penalizzazioni. E delle recriminazioni. Il caso di una donna beccata senza certificazione obbligatoria su un convoglio a lunga percorrenza. Diretto da Reggio Calabria a Milano. Il capotreno ha dato l’allarme: e per la passeggera sono cominciati i guai…Già, perché l’ammenda comminata alla signora prevede fino a un anno di pena. Ma andiamo con ordine.

Beccata sul treno senza Green Pass

Il controllore nell’esercizio delle sue funzioni sorprende la passeggera in viaggio senza Green Pass e alle prime rimostranze della signora allerta immediatamente la polizia ferroviaria per contestare la violazione. A cui, a quel punto, viste le proteste della donna, rischia di aggiungersi anche la denuncia di interruzione di pubblico servizio, punibile con un anno di pena. Infatti, secondo il resoconto di Libero, la donna non contenta di essersi fatta sorprendere senza Green Pass, ha cominciato a litigato con controllore e agenti. Mostrando loro a difesa delle sue ragioni, la foto del referto di un tampone antigenico rapido che ha comprato in farmacia e che ha eseguito a casa il giorno prima.

Il controllore chiama la polizia: la donna si rifiuta di scendere

Come noto, però, la certificazione non prevede un test fai da te. Così la donna è stata invitata a scendere dal convoglio perché in caso contrario il viaggio non avrebbe potuto proseguire. Ma la signora si ostina a non voler mollare la presa. E ci vorranno ancora altre discussioni (e lo spettro di ulteriori sanzioni) perché la donna si arrenda. Prenda le valigie. E scenda dal treno. Per lei, dunque, oltre alla sanzione amministrativa relativa al Green pass, anche i verbali di identificazione ed elezione di domicilio che gli agenti della polizia ferroviaria le hanno consegnato brevi manu. Il suo comportamento, recitano infatti le carte e riferisce Libero, «è sconfinato in ambito penale, con la contestazione del reato per il ritardo che ha provocato al treno».

Penalità pesanti: si aggiunge la denuncia per interruzione di pubblico servizio

Ancora una volta, però, la signora non si è data per vinta. E si è persino rivolta al Tribunale amministrativo regionale. Che però ha perentoriamente liquidato la questione sostenendo che la sanzione va contestata di fronte al giudice ordinario. E che la «compatibilità costituzionale» a cui si appella non può essere portata di fronte al Tar «in sede cautelare». Tutto da rifare insomma. Ma vista la tempra e la tenacia della donna, sicuramente non si darà per vinta. Non subito almeno…

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *