Follia targata arcobaleno: prof gay dice cose non gradite ai trans ed è costretta ad andare via

martedì 2 Novembre 11:25 - di Angelica Orlandi
prof gay trans

La prof gay, “licenziata” dai trans. Il fanatismo arcobaleno  non ha limiti. La follia viene dall’università del Sussex. Parliamo di Kathleen Stock, docente di filosofia finita nell’occhio del cilone e minacciata per le sue posizioni non gradite agli ultrà Lgbt. La donna, lesbica e femminista, ha annunciato pochi giorni fa di aver abbandonato la sua cattedra. Lo apprendiamo dalla Verità. La professoressa è finita sotto accusa per “essere convinta, in barba ai deliri gender, che il sesso biologico di ognuno conti di più dell’identità di genere «quando si tratta di leggi e politiche»;  che i trans non dovrebbero accedere a prigioni, rifugi o spogliatoi femminili;  o che ai minorenni non dovrebbero essere somministrati i bloccanti della pubertà”.

Follia Lgbt nel Sussex: prof gay “licenziata” dai trans

Ecco, queste convinzioni ragionevoli le sono costate accuse di «transfobia». Con il contorno di insulti e minacce, al punto che la polizia le ha suggerito alcune precauzioni per la sua sucurezza: assumere una guardia del corpo, girare al largo del campus. Le ha  fornito persino  il numero di emergenza per chiamata gli agenti in caso di pericolo. Questo la dice lunga sulla follia arcobaleno che ha creato un clima intimidatorio da caccia alle streghe. Contro di lei è in atto da ottobre la campagna «Stock out» ( Fuori la Stock) nella quale si sono uniti professori  e studenti: “i docenti hanno firmato in 600 una lettera; per denunciare la «retorica dannosa» della filosofa (insignita a gennaio del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero britannico per il suo lavoro in campo accademico). Gli studenti, invece, – leggiamo nel reportage della Verità –  hanno organizzato nei campus una vera e propria «caccia alla strega»:  con tanto di torce, passamontagna, manifesti. Una follia da pensiero unico che porta a diffamare chi vede le cose con qualche sfumatura diversa.

La prof gay ha dovuto lasciare l’università

«Ne abbiamo avuto abbastanza», tuonavano gli studenti trans e non binari da un account Instagram creato per diffamare la professoressa, gay dichiarata. «Stock è una bigotta che usa la sua reputazione accademica per promuovere movimenti transfobici». Eppure la docente riveste il ​​ruolo di fiduciaria nella Lgb Alliance, senza fini di lucro. Associazione  che si batte per i diritti sull’orientamento sessuale. “Associazione fondata nel 2019 in contrapposizione a Stonewall, la più grande lobby Lgbt d’Europa, nata per denunciare la leggerezza con cui il servizio sanitario britannico avvia i minori alle transizioni di genere”. Ebbene per la docente non c’è stato nulla da fare. «Triste annunciare che lascerò l’università del Sussex», ha twittato. «Questo è stato un periodo assolutamente orribile per me e la mia famiglia».

“La strega è morta”

Le reazioni sono state vergognose: «La strega è morta». Sulla vicenda su è levata la voce del ministro delle Università, Michelle Donelan: «È assolutamente spaventoso che l’ambiente tossico dell’Università del Sussex abbia reso insostenibile per Stock continuare il suo lavoro. Nessun accademico dovrebbe mai temere per la propria sicurezza personale. La continua campagna di molestie e intimidazioni che ha dovuto affrontare è deplorevole». La questione è comunque finita in malo modo. “Se il fondamentalismo Lgbt, in Sussex, l’ha avuta vinta, il governo britannico è riuscito almeno a fermare l’ultimo delirio arcobaleno. I bagni pubblici rimarranno infatti divisi per sesso e non diventeranno, come aveva proposto la lobby trans, «gender neutral». Magra consolazione.

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