Ddl Zan, da «Fai schifo» a «Eunuco»: contro Scalfarotto si scatena l’odio della comunità Lgbt

martedì 6 Luglio 11:35 - di Sveva Ferri
scalfarotto

L’epiteto più gentile è “venduto”, uno dei più velenosi è «eunuco». Ivan Scalfarotto, sottosegretario all’Interno di Italia Viva, gay dichiarato, già primo firmatario di una legge contro l’omofobia anni fa, in queste ore è nel tritacarne per il suo appoggio al tentativo di mediazione per arrivare a un testo meno ideologico del ddl Zan, che pure alla Camera aveva sostenuto convintamente. In molti gli rimproverano un voltafaccia per interesse o per totale sottomissione al capo Matteo Renzi, che ha sparigliato parlando della necessità di modifiche.

Gli insulti a Scalfarotto: «Tutta la comunità Lgbt ti schifa»

Il nome di Scalfarotto è ormai stabilmente in tendenza su Twitter, complici – c’è da dire – le interviste che concede a raffica per giustificare la decisione di non andare più avanti come un trattore sul ddl Zan. «A fan… insieme a tutti i briganti ricattatori Iv», gli scrive l’account gaymilano, sotto un post in cui Scalfarotto annuncia la partecipazione a una trasmissione radiofonica. «Che falso, bugiardo, infame che gioca con la vita delle persone. Lo schifo», aggiunge Michifab, che accompagna il nome con l’icona di un arcobaleno, stavolta sotto un post di Italia Viva che tagga Scalfarotto sull’argomento. Ma il livello di acrimonia è tale che perfino il post del sottosegretario in omaggio a Raffaella Carrà diventa un aggregatore di insulti. «Ti avrebbe sputato in faccia, mirando in basso, per ciò che stai facendo. Fai schifo», scrive Angelo; «Dopo aver affossato il ddl Zan potevi anche evitare questo post», rilancia Alessandro; «Vergognati», taglia corto Gianfranco; «Sappi che tutta la comunità Lgbt+ ti schifa perché sei un “uomo” che fa schifo!», avverte Lola senza mezzi termini.

Un «eunuco al servizio del re»

E, in effetti, se si passa dai singoli utenti alle voci considerate rappresentative della e dalla comunità Lgbt, per Scalfarotto va perfino peggio. «Ivan Scalfarotto incarna la condanna di chi ha fatto coming out da maschio gay in questo Paese: essere fintamente accettato, ma in realtà essere messo sempre nello stesso posto: quello di eunuco al servizio del re», ha scritto su Instagram il conduttore radiofonico, attivista gay e influencer, Diego Passoni, corredando il post con tanto di definizione da vocabolario di «eunuco». «Arredatore? Stylist? Simpatico team builder? Confidente delle donne? Ben pagato – ha proseguito Passoni – per non dare fastidio a chi comanda. E mai autorizzato a essere di più di un numero due. Ma si può dire di no. E ambire a essere il capo. Fosse anche solo di se stessi».

I Sentinelli: «Non lo consideriamo proprio»

Non meno velenosi, poi, i “Sentinelli di Milano”, il cui portavoce, Luca Paladini, è citato dal Fatto quotidiano di oggi in un ritratto che a sua volta demolisce Scalfaratto, prima del punto di vista umano e poi politico. «Ha l’abitudine di mettere la faccia su leggi che pretendono di tutelare le minoranze, ma che finiscono sempre per discriminarne una parte», sono le parole di Paladini, il quale smentendo il fatto che Scalfarotto non viene invitato ai gay pride dice: «Ma non è che non lo invitiamo, è che non lo consideriamo nemmeno».

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