Deejay morta, il gip archivia il caso di Viviana Parisi e Gioele: «Le prove confermano il suicidio»

mercoledì 10 Novembre 20:10 - di Agnese Russo
viviana parisi

Il Gip del Tribunale di Patti, in provincia di Messina, ha archiviato l’inchiesta sulla morte di Viviana Parisi, la deejay di 41 anni, e del figlio Gioele Mondello, di 4 anni, trovati senza vita, nell’agosto 2020 nei boschi di Caronia. L’udienza preliminare si era tenuta lo scorso 22 ottobre, oggi è stata depositata la decisione in cancelleria. L’archiviazione accoglie la richiesta della Procura.

Archiviato il caso di Viviana Parisi e del piccolo Gioele

Il provvedimento con il quale il gip, Eugenio Aliquò, ha accolto la richiesta del Procuratore Angelo Cavallo è lungo quasi 500 pagine. Archiviando, il giudice ha negato nuovi esami, anche con tecniche 3D, sui corpi di Viviana Parisi, ritrovata senza vita sotto un traliccio, e del piccolo Gioele, ritrovato dopo diversi giorni a centinaia di metri di distanza. A chiedere i nuovi esami era stata la famiglia della donna, attraverso i suoi legali.

Il procuratore: «Spero che ora si scriva la parola fine»

«Spero che ora si metta finalmente la parola fine a questa vicenda. Adesso anche il gip ha rilevato come effettivamente fossero fantasiose le tesi della famiglia e dei legali. E questo lo dice un giudice terzo, come richiesto da loro e spero che quindi agiscano di conseguenza», ha commentato il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo. «Il gip – ha aggiunto il procuratore – ha sostanzialmente confermato quello che abbiamo scritto nella richiesta di archiviazione. Il giudice ha sottolineato il quadro complessivo emerso, cioè di una donna fragile che aveva più volte dato segnali pericolosi sottovalutati dai familiari, in particolare dal marito Daniele Mondello». «Siamo molto delusi», ha commentato il consulente dei legali dei Mondello, Carmelo Lavorino.

Per il gip solo il suicidio è «compatibile con le risultanze investigative»

Nel dispositivo di archiviazione, inoltre, il gip ha escluso anche un’altra eventualità che si era affacciata sul caso, ovvero che degli animali potessero aver aggredito il piccolo Gioele mentre era in vita. Non è avvenuto, è stata la conclusione del giudice, per il quale «la morte di Viviana Parisi a causa del gesto suicidiario, quale conseguenza del lancio dal traliccio, è l’unica compatibile con le risultanze investigative in atti, segnatamente con gli esiti a tutto tondo della consulenza medico legale sulle cause del decesso». Fra le risultanze, il gip ha citato anche il fatto che «all’interno delle sue calzature» c’erano «alcune spine di rosa, compatibili con la pianta rampicante che era presente sul traliccio».

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