Covid, lo studio dell’Iss: «La variante Delta plus trovata nelle fogne italiane»

mercoledì 10 Novembre 14:49 - di Redazione
Delta plus

Anche l’analisi delle acque reflue conferma che ormai in Italia circola quasi esclusivamente la variante Delta. Dallo studio condotto dall’Iss, però, emerge che nelle fogne sono presenti anche un gran numero di mutazioni di questa versione del virus Sars-CoV-2, tra le quali anche la cosiddetta Delta Plus.

Trovata solo variante Delta, anche con la mutazione Plus

«Tutti i campioni positivi caratterizzati erano di Delta in accordo con quanto riportato dalla sorveglianza clinica epidemiologica relativa allo stesso periodo di campionamento», ha spiegato l’Iss, presentando i risultati della seconda flash survey sui campioni di acque reflue in Italia. «La presenza quasi esclusiva sul territorio nazionale della variante Delta del virus Sars-CoV-2», ha chiarito ancora l’Istituto superiore di sanità, è però «associata a una grande variabilità genetica con la presenza di molte mutazioni comprese quelle della cosiddetta Delta Plus».

Lo studio: il 60% dei campione positivo al Covid

Lo studio, svolto dal gruppo di lavoro coordinato da Giuseppina La Rosa, dipartimento Ambiente e salute, e da Elisabetta Suffredini del dipartimento di Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss, ha analizzato 92 campioni raccolti in 16 regioni e province autonome nel periodo 4-8 ottobre 2021. «Il 60% dei campioni ha confermato positività per genoma di Sars-Cov-2 e 23 campioni sono stati caratterizzati mediante sequenziamento della regione codificante per la proteina spike».

Uno strumento in più per monitorare la pandemia

L’Iss ha fatto inoltre sapere che ripeterà la flash survey con cadenza mensile. «Le prospettive di questa attività – ha spiegato Marco Martuzzi, direttore del Dipartimento Ambiente e salute dell’Iss – sono molto promettenti. La sorveglianza del Sars-Cov-2 in reflui urbani è uno strumento complementare alla sorveglianza microbiologica ed epidemiologica per lo studio dei trend epidemici, ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *