Covid, bomba del Procuratore di Bergamo su Speranza: «Non ha detto la verità». FdI: «Vada via»

lunedì 29 Novembre 16:09 - di Viola Longo
speranza

«Il ministro Speranza ha raccontato cose non veritiere, anche questo dovremo valutare». La bomba sul titolare della Salute arriva dalla Procura di Bergamo. E a lanciarla non è stata una vocina anonima che fa trapelare qualche indiscrezione, ma lo stesso procuratore capo Antonio Chiappani, secondo quanto riferito dal Domani, che lo ha contattato.

L’inchiesta della Procura di Bergamo e il ruolo di Speranza

A Bergamo è in corso l’inchiesta sulla gestione della pandemia tra gennaio e marzo 2020, ovvero in quelle prime concitate fasi in cui l’Italia si trovò travolta dal Covid e la provincia lombarda pagò un conto di vite pesantissimo, tanto da spingere i familiari della vittime a sporgere denuncia per vederci chiaro e capire se quella strage fosse stata frutto solo del virus o anche di omissioni ed errori nel fronteggiarlo. In particolare l’inchiesta cerca di fare luce su tre questioni principali: la gestione della pandemia a livello locale; il mistero del dossier Oms scritto da Francesco Zambon, molto critico nei confronti della gestione italiana e subito ritirato; il pasticcio del piano pandemico, che sarebbe stato aggiornato nelle date ma non rinnovato e poi infine scartato.

Si attendono «sorprese» dalla chiusura delle indagini

L’inchiesta, ricorda il  Domani, si concentra dunque «sulle mancanze di un intero sistema, che coinvolge direttamente il ministero della Salute per il mancato aggiornamento e la mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale». Per questo motivo, in questi 18 mesi di indagine, i magistrati hanno ascoltato «centinaia di persone, tra cui ministri, presidenti di regione, il vertice del ministero della Salute, l’ex premier Giuseppe Conte, Speranza due volte, i suoi consulenti tecnici, oltre a decine di dirigenti e operatori sanitari». E ora che si avvicina la chiusura delle indagini, «che avverrà tra poche settimane», potrebbe riservare «qualche sorpresa e nuovi avvisi di garanzia», a fronte delle sei persone già indagate per epidemia colposa e falso e la chiusura delle indagini.

La precisazione Chiappani: «Nessuna contestazione specifica»

In serata Chiappani ha chiarito con una nota che «in merito alle notizie stampa apparse in data odierna circa asserite dichiarazioni non veritiere fornite a questa Procura della Repubblica dal ministro Roberto Speranza, si precisa che, sul punto, allo stato attuale, non è ipotizzabile alcuna specifica contestazione», aggiungendo però che «sono in corso ovviamente i doverosi approfondimenti e le valutazioni sulle dichiarazioni rese in atti da tutti i soggetti sentiti quali persone informate e sul materiale acquisito».

Bignami: «Speranza ha deliberatamente mentito»

Sulle nuove notizie è intervenuto il deputato di FdI, Galeazzo Bignami, il primo a sollevare il caso del piano pandemico e ad accendere i riflettori sulle opacità e le reticenze rispetto alla gestione della pandemia nelle sue prime, drammatiche fasi. «Le indiscrezioni di stampa emerse oggi, che riferiscono dell’attenzione della Procura di Bergamo sulla condotta del ministro Speranza in ordine alla gestione della pandemia – ha commentato Bignami – confermano, per filo e per segno, quanto Fratelli d’Italia da marzo scorso sta denunciando anche nelle Aule parlamentari: le menzogne, le omissioni, le reticenze, anche davanti ai Pm, hanno formato oggetto di interrogazioni, interventi parlamentari, anche soprattutto della mozione di sfiducia votata in Senato ad aprile scorso e rispetto alla quale lo stesso Speranza ha deliberatamente mentito».

Il ministro della Salute «deve andarsene»

«Che fiducia possono avere gli italiani in una fase delicata come quella attuale verso un ministro che sta mentendo sistematicamente dall’inizio della pandemia con l’unico scopo di salvare la propria poltrona? Speranza – ha quindi concluso Bignami – deve andarsene».

 

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