Covid, 8.544 nuovi casi e altre 53 vittime. Sileri: «Lo Stato deve curare tutti, pure i non vaccinati»

13 Nov 2021 17:43 - di Mia Fenice
Covid

Sono 8.544 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore, 53 le vittime da ieri. I dati del ministero della Salute fanno registrare 540.371 tamponi da ieri, per un tasso di positività che si attesta all’1,58%. I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.597 (+72 da ieri), mentre sono 453 quelli attualmente in terapia intensiva (+8 da ieri). Nelle ultime 24 ore sono guarite 4.033 persone, cifra che porta a 4.604.645 il dato complessivo dei guariti da inizio pandemia. A nel Lazio, come ha comunicato l’assessore Alessio D’Amato, su 15.059 tamponi molecolari e 35.256 tamponi antigenici per un totale di 50.315 tamponi, si registrano 1.067 nuovi casi positivi (-6), 9 i decessi (+4), 550 i ricoverati (+13), 69 le terapie intensive (stabili) e +580 i guariti. il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,1%

Covid, Pregliasco: «Dobbiamo concentrarci sulle terze dosi»

Occhi puntati sempre sulle vaccinazioni e sulle terze dosi. «Il calo della protezione vaccinale dopo sei mesi non deve destare allarmi. È un segnale che arrivava anche dal Regno Unito. Ora dobbiamo concentrarsi sulle terze dosi per proteggere da subito i più fragili contro il colpo di coda della pandemia». Lo dice all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, commentando i dati dell’Iss sulla riduzione dell’efficacia del vaccino anti-Covid dopo 6 mesi.

«L’efficacia del vaccino ci ha permesso di riaprire e di stare in giro – avverte Pregliasco – ora si deve lavorare per accelerare sulle terze dosi. Ma voglio ricordare anche come non dobbiamo dimenticare il “nuovo galateo” che abbiamo imparato in questi mesi: mascherina al chiuso, evitare assembramenti e il lavaggio delle mani. Questi comportamenti virtuosi non vanno abbandonati».

Sileri: «Il nostro servizio sanitario cura tutti»

Mentre per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri «anche se può essere comprensibile lo stato d’animo di chi pensa che i no vax debbano pagarsi le cure da sole senza gravare sulla sanità pubblica. Il nostro servizio sanitario nazionale cura tutti, anche coloro che hanno un comportamento a limite. Abbiamo il dovere di curare tutti e di trasmettere quell’educazione sanitaria che per anni è mancata». E poi «non possiamo recuperare mancanze degli anni passati – mi riferisco all’analfabetismo sanitario e all’educazione sanitaria – stringendo le maglie oggi», dice. «Da medico dico che abbiamo il dovere di curare tutti. È nostro dovere aiutare – continua Sileri – gli altri sempre. Non pagare le cure a chi non si vuole vaccinare lo reputo un estremismo».

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