Bollette rincarate, da Draghi solo promesse dopo gli interventi-beffa: «Colpa dell’Europa»

martedì 30 Novembre 11:38 - di Sara De Vito

Allarme caro bollette. Uno spauracchio che incombe sugli italiani. “Il governo è pronto a intervenire di nuovo” . Lo ha assicurato Mario Draghi,  parlando all’evento dal titolo “Lavoro ed Energia per una transizione sostenibile”, senza fare riferimento alle misure-topolino già varate e di scarsa efficacia sul costo delle bollette energetiche.

Draghi: interverremo ancora sul caro-bollette

“Per limitare i rincari nel breve periodo e aiutare in particolare le famiglie più povere, abbiamo stanziato 1,2 miliardi di euro a giugno. E oltre 3 miliardi a settembre. Interveniamo in legge di bilancio e siamo pronti a continuare a farlo”, prosegue il premier riferendosi particolarmente alle fasce più deboli deboli della popolazione. “Abbiamo chiesto alla Commissione europea di studiare soluzioni di medio periodo, ad esempio sul tema dello stoccaggio, per limitare le fluttuazioni di prezzo. E i rischi per imprese e cittadini”.

L’Italia deve cogliere la sfida della transizione ecologica

Poi Draghi, che oggi prosegue il suo giro di consultazioni sulla manovra, si è concentrato sulla sfida della transizione ecologica. “Dobbiamo essere aperti a tutto.  Immaginare quel che è oggi impossibile diventi possibile domani. Il panorama delle innovazioni mondiali che vanno a compimento in ogni momento nel mondo è straordinaria. Non ci sono confini alle nostre capacità di affrontare questa sfida che è esistenziale, però dobbiamo continuare a lavorare insieme”.

Lo Stato intervenga a sostegno delle imprese

Lo Stato – ha aggiunto il premier – deve fare in modo che i rischi della transizione si trasformino in occasioni di crescita”. Nel settore dell’energia, molte delle tecnologie più promettenti hanno costi fissi elevati. E richiedono investimenti sostanziosi in ricerca e sviluppo o in infrastrutture. Il settore pubblico deve contribuire a queste spese, che non possono essere coperte solo dalle aziende. L’ex numero uno della Bce è certo l’Italia sarà in grado di fare fronte alla riconversione dei settori industriali. “Nella nostra storia, abbiamo saputo cogliere le opportunità delle rivoluzioni industriali. E sono sicuro che lo sapremo fare ancora”. Il green, insomma, rappresenta una grande opportunità, ha ribadito il capo del governo. ” Dobbiamo puntare a entrare nei segmenti più innovativi del mercato, come la produzione di batterie. Crearne di nuovi. Sviluppare e adottare tecnologie all’avanguardia. Ancora non pienamente sfruttate. Lo Stato deve fare in modo che i rischi della transizione si trasformino in occasioni di crescita”.

Clima, tutti i paesi devono rispettare gli impegni

Anche sull’emergenza climatica Draghi ha sottolineato la necessità dell’impegno di tutti. “Al G20 di Roma  abbiamo vietato i finanziamenti pubblici internazionali. Per la generazione di elettricità da carbone. Non abbattuto già dal 2022. E alla COP26 di Glasgow abbiamo raggiunto un accordo per fermare la deforestazione.  Entro la fine del decennio. Ora è importante che tutti i Paesi prestino fede a questi impegni”.

Transizione  verde, l’Europa non può fare da sola

L’Europa vuole guidare la transizione verde, ma non può affrontarla da sola. “L’Ue è responsabile di appena l’8% delle emissioni globali – ha ricordato – la metà degli Stati Uniti e circa un quarto della Cina. La velocità con cui i Paesi raggiungeranno la neutralità climatica non sarà la stessa per tutti. Deve tenere conto del contesto industriale e dello stadio di sviluppo. È però importante che il punto di partenza sia lo stesso, e che sia oggi”.

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