Caro-bollette, allarme in tutta Europa. In Spagna è panico: si corre a comprare torce e fornelletti

martedì 9 Novembre 9:30 - di Redazione

È allarme in tutta Europa per il caro-bollette. Dopo i ribassi delle ultime settimane i prezzi delle materie prime (petrolio e gas naturale) sono tornati a salire. Notizia preoccupante specie alla vigilia dell’inverno. Con ricadute sui consumi e sull’inflazione. Il lievitare dei costi delle bollette per il consumo di energie avrà ricadute drammatiche sulle famiglie ma soprattutto sulle imprese. E rischia di mettere a repentaglio la ripresa economica. Nonostante le rassicurazione della Bce che parla di un escalation momentaneo che dovrebbe esaurirsi a metà del 2022.

Caro bollette: prezzi quadruplicati dall’inizio del 2021

Conti alla mano i costi per l’approvvigionamento energetico sono quadruplicati in media all’inizio dell’anno. Il mese scorso Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per l’Energia, ha denunciato 40 miliardi di aumento nello scorso mese. Il petrolio ha superato gli 83 dollari al barile, soglia mai raggiunta negli ultimi sette anni. Dopo la decisione dell’Opec di riaprire i rubinetti del greggio in modo graduale. Molto dipenderà dalla politica di Gazprom e dalla promessa fatta da Putin alla Ue per un maggior trasferimento di gas ai suoi depositi in Germania e Austria, in vista dell’inverno.

L’allarme di Confindustria: tutto dipenderà dalle temperature

I timori per le imprese sono ben fotografati da Confindustria. “Tutto dipende da quanto saranno rigide la temperatura invernale”, dice Giuseppe Ricci, presidente di Confindustria Energia. In Emilia il gruppo Yara – azienda ferrarese controlla una multinazionale di fertilizzanti con sede in Norvegia – ha dovuto fermare la produzione. I numeri parlano chiaro e non sono incoraggianti. Con un aumento del 3%  si perdono consumi di circa 2,7 milioni di consumi. Che potrebbero scendere a 5,3 milioni se l’inflazione arriva al +4%. Carlo Sangalli, numero uno di Confcommercio, avverte il serio rischio di una stagnazione della crescita del Paese.  “L’unico antidoto sta nell’ utilizzare presto e bene le risorse del Pnrr. E ridurre la spesa fiscale su imprese e famiglie».

In Spagna cresce la paura di un grande blackout

La situazione anche psicologica è allarmante. La paura di restare senza energia quindi (luce e gas) si è impadronita degli spagnoli. L’allarme di un “grande black out” nel paese è partito da Vienna. Per bocca del  ministro della Difesa di Vienna, Klaudia Tanner. E si è esteso alla Spagna. Al punto che nei giorni vanno a ruba bombole di metano,  i fornelletti da campeggio, lanterne e batterie. Una corsa all’accaparramento in vista della chiusura dei rubinetti per l’energia elettrica. A diffondere il panico ha contribuito una campagna social che sposa tesi complottiste. Che mettono in relazione l’eventuale black out con la pandemia di coronavirus a causa di una regia nascosta che vuole imporre un “nuovo ordine mondiale”. Secondo le autorità e gli esperti spagnoli è altamente improbabile che possa accadere un black-out di grandi proporzioni nel Paese. Grazie anche alla maggiore diversificazione delle fonti d’energia su cui può contare rispetto ad altri Stati.

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