Allarme di Messner sull’Alto Adige: gli Schuetzen usano i No vax a fini politici. “Possono diventare violenti”

sabato 20 Novembre 13:09 - di Filomena Auer
Messner

L’alpinista ed esploratore 77enne Reinhold Messner non ha dubbi a riguardo: dietro l’opposizione alla vaccinazione, ci sarebbero anche (se non soprattutto) obiettivi politici. Non c’è pace per l’Alto Adige, tra le prime Regioni finite in lockdown lo scorso anno. E che, stante la situazione di discordia sulla campagna vaccinale, ora rischia anche di vedere compromessa la stagione invernale appena inaugurata tra restrizioni sanitari e nuove norme comportamentali.

L’allarme di Messner sull’Alto Adige: gli Schuetzen strumentalizzano i No vax per fini politici

Dunque, in un’intervista al Messaggero rilanciata da Il Giornale, Messner adombra il sospetto che in Alto Adige gli Schuetzen, le milizie custodi dell’identità sudtirolesi che sfilano nelle piazze e nelle feste tradizionali, strumentalizzerebbero i No vax a fini politici. Ma, lancia l’allarme il famoso alpinista che ha scalato le Dolomiti, l’Everest, ed è stato perfino in Antartide, la situazione tra quelle meravigliose valli dove più alacremente si annida il germe anti-vaccinale, ora è preoccupante. I contagi continuano ad aumentare. E Messner, uno dei simboli dell’Alto Adige, parla a ragion veduta nel lanciare l’allarme. Lui, quelle realtà le conosce bene. E da vicino. Non solo perché è cresciuto nella valle dolomitica di Funes. O perché vive tra il castello di Juval in Val Venosta e Merano. Ma perché lui, che oltre che un’eccellenza dell’alpinismo. E un fine conoscitore delle montagne della zona, è anche uno scrittore. Un ex parlamentare. E, soprattutto, nelle valli dolomitiche ha da sempre una rete di conoscenze che lo rendono autorevoli analisi e allarme sulla realtà in corso.

L’alpinista confessa la paura di morire durante il lockdown e conferma la fiducia nel vaccino

E così, intervistato dal quotidiano capitolino e rilanciato da quello milanese, Messner torna a parlare di rischio epidemiologico e della sua paura del Coivid superata grazie alla vaccinazione. Tanto che, rivela di aver avuto paura di morire durante il lungo lockdown dello scorso anno. E ora, invece, ammette: «Ho scelto di isolarmi nel modo più assoluto. Quest’anno mi sono vaccinato appena ho potuto. Senza esitazioni. Non ho mai capito né capisco l’opposizione all’unica arma che abbiamo contro questo virus». Non per niente, dopo aver confermato la sua fiducia nell’immunizzazione anche con la terza dose – ripresa da telecamere e stampa per dare il buon esempio. E provare a convincere gli scettici – ricorda: «In quei giorni è stato molto difficile fermarsi. Per tutti. Non solo per chi, come me, non è più giovanissimo. La paura di morire c’è stata. Aspettavo una protezione che mi permettesse di tornare a vivere all’aria aperta, a lavorare». E invece…

Lo scetticismo sui vaccini usato dagli Schuetzen come clava per la ribellione sanitaria

Invece in Alto Adige i No vax sembrano imperversare. Specie nella provincia di Bolzano, dove il numero dei contagi continua a salire. Allineando la realtà epidemiologica dell’area altoatesina più all’Austria e alla Germania che al Belpaese di cui fa parte. Una dimensione, quella anti-vaccinale, che – spiega Messneer – ha attecchito soprattutto nelle valli alpine, tra le zone contadine. Dove, prosegue l’alpinista nell’intervista al Messaggero, «abitano quasi esclusivamente persone di madrelingua tedesca. Noi abbiamo solo una vera città: Bolzano. E poche cittadine come Merano, Bressanone e Brunico. La maggioranza della popolazione vive nei piccoli o piccolissimi centri».

Sos rischio nelle valli: dà da pensare l’attacco al presidente della provincia Kompatscher

Dove sarebbe in corso una strumentalizzazione politica e propagandistica dell’incertezza sui vaccini diventata prima scetticismo sanitario. E ora, a detta di Messner, addirittura trasformata in una clava in mano agli Schuetzen. Non a caso, incalza l’esploratore, «lo vediamo dalle posizioni degli Schuetzen, le milizie tradizionali che sfilano durante le feste e si sentono i custodi dell’identità sudtirolese. Hanno attaccato in maniera durissima il presidente della provincia Arno Kompatscher che esorta e esortava a vaccinarsi. E hanno invitato alla ribellione sanitaria».

Messner, i no Vax in Alto Adige? «Usati dagli Shuetzen. Possono anche diventare violenti»…

Messner, che vanta amicizie sia tra i gruppi marcatamente italiani, che tra quelli più ostinatamente tedeschi, si è fatto un’idea del comportamento diverso che i due schieramenti hanno nei confronti dei vaccini. «Gli italiani sono scettici, ma se li convinci ti seguono e si danno da fare». Tra i popoli che parlano tedesco, invece: «Il no al vaccino ha le stesse motivazioni avanzate dagli italiani o i francesi. Ma, in alcune situazioni, come questa, possono rifiutarsi in modo duro. Profondo. Irriducibile. È difficile convincerli e, in qualche caso, possono diventare anche violenti». Perché, come recita il vecchio adagio, tutto il mondo è Paese. Anche in Alto Adige…

 

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