Vaccino, cosa ci insegna il caso Israele: ora sono indispensabili anche le cure contro il virus

venerdì 8 Ottobre 14:39 - di Antonio Saccà
Vaccino caso israele

Quanto sta accadendo nella fenomenologia virale è letteralmente incredibile. Abbiamo un caso stupefacente, in Israele, aumentano i vaccinati, crescono i contagi; sia in Inghilterra sia in Israele è dimostrato che i vaccini perdono efficacia quanto  più ne vengono  somministrati. Sono “dati” non parole, fatti, accertabili, accertati.

Il caso Israele

Un focolaio importante all’ospedale di Israele. È accaduto nonostante l’uso delle mascherine e dei vaccini contro il coronavirus. Il caso del Meir Medical Center secondo lo studio pubblicato dall’Eurosurveillance, la rivista europea sulla sorveglianza, l’epidemiologia, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, è emblematico. Tutto è accaduto quando un anziano paziente in dialisi ha contratto il Covid-19 senza però essere testato. L’uomo ha contagiato altre 41 persone tra pazienti, personale ospedaliero (che indossava la mascherina) e familiari. Di questi 39, ossia il 96 per cento, erano completamente vaccinati da oltre cinque mesi.

Israele e Inghilterra: perché crescono i contagi

Può un cittadino italiano, francese o di dove sia, dubitare sulla efficacia dei vaccini? Può? Deve! Sarebbe irresponsabile verso se stesso e la comunità se non dubitasse. E’ il contrario del luogo comune: irresponsabile non è chi non si vaccina ma chi non dubita dei vaccini. E’ un invito a non vaccinarsi? Ma quando mai il dubbio vale come negazione? In quale sistema di logica dubbio e negazione si equivalgono? Siamo pervenuti ad una tale degradazione mentale da rendere il dubbio una negazione: se dubiti sui vaccini sei contro i vaccini! Ma che logica è mai? Io dubito per sapere, conoscere meglio, approfondire. Ora, se i “dati” israeliani, se i “dati” israeliani e inglesi mi svelano che accrescendo le vaccinazioni crescono i contagi (Israele); o che accrescendo il numero delle dosi i vaccini perdono efficacia (Israele Inghilterra); posso avere qualche bisogno di valutare meglio ed ancora l’uso dei vaccini? Ditemi. A che serve conoscere se neghiamo la conoscenza?

Intervenire ora sulle cure

Si replica, in Italia i decessi sminuiscono, le cure intensive si attenuano, i contagi deperiscono. Bene, eccellente. Tuttavia: il virus esiste, i contagi sussistono, decessi ve ne sono ancora. Vi sono degli errori giganti in questa vicissitudine: l’avere fatto dei vaccini il rimedio assoluto; il tenere in scarso conto la differenza tra vaccini che immunizzano e vaccini che proteggono, di non precisare che il virus non è eliminato dai vaccini; il non informare dei sintomi, il non intervenire prima che il male sia irreversibile. Ho scritto da sempre che colta sul cominciare,  la malattia è curabilissima. Quindi una informazione pervasiva sui sintomi sarebbe salvifica. Di sicuro avremmo un afflusso di persone che al primo tossire o bruciore di gola o non percepire odori invocherebbero il medico. Allo Spallanzani, dove fui tenuto per la mia malattia virale, taluni sostavano qualche decina di giorni o meno, respiratori, ossigenazione, e via, sanati. Io che rimasi incosciente settimane e settimane con il respiratore guarii, mentre ancora non esistevano i vaccini Dunque i vaccini sono “uno” dei rimedi non “il” rimedio. Annoto fatti.

Ma veniamo al punto decisivo della faccenda. Se è vero, ed è vero, che il virus permane; e se è vero, e sembra vero, che i vaccini diminuiscono efficacia all’eccrescere del numero delle dosi; noi potremmo situarci in una circostanza apocalittica: il virus rimane, e i vaccini non servono più. E l’ipotesi evidenziata da quanto avviene in Inghilterra ed in Israele. Abbiamo il dovere di ragionare su queste possibilità o per accontentare la voglia di normalizzazione chiudiamo la vicenda con i vaccini, e tutti in silenzio?

L’obbligo del vaccino?

Come non comprendere che i paesi hanno urgenza di riprendersi, riaprire, rilavorare, produrre, occupare? Ma non basta la recita del “vacciniamoci e tutto è risolto”. Questa formuletta va bene per il dominio sociale, addirittura per il ricatto sociale, e per tenere sotto controllo la società. Dubito moltissimo che  il dominio sociale in nome della salute risolverà la salute. Occorre aggiungere ai vaccini prevenzione, cure e ambienti ripuliti. In ogni caso, Dio ci scampi dalla pretesa di obbligo vaccinale. Spingeremmo la società, verso esiti tutt’altro che rassicuranti. Forse qualcuno dimentica che i vaccini si esauriscono dopo pochi mesi. E che tra qualche mese dovremo ricominciare la vaccinazione…nazionale! Non sarebbe preferibile, necessario anche curare? Ma che c’è di male a curare? Non esistono cure? Allora siamo perduti! Questi vaccini non eliminano il virus. L’ultima trovata: il virus non sarà eliminato finché non verrà vaccinata l’intera umanità! Invece di essere leali e dire che i vaccini non eliminano il virus anzi attenuano la loro efficacia, dicono che il virus non scompare perché vi sono i non vaccinati. A calcolare, per vaccinare l’umanità fino all’ultima donna gravida ci vorranno  quarantanove anni ed un giorno!

 

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