Travaglio sempre più solo: un’altra firma sarebbe in procinto di abbandonare “il Fatto”: l’indiscrezione

giovedì 14 Ottobre 19:52 - di Redazione
Travaglio

Marco Travaglio tra un po’ soffrirà di sindrome dell’abbandono. Un’altra “firma” pesante sarebbe sul punto di prendere in considerazione l’idea di cambiare aria e lasciare Il Fatto quotidiano. Dopo l’addio di Selvaggia Lucarelli e Carlo Tecce tira una brutta aria nella redazione. La “solitudine” di Marco Travaglio. E’ Dagospia a dare l’indiscrezione, precisando che non c’è ancora alcuna conferma. La “firma” in via di trasloco sarebbe Marco Lillo. Il sospetto nascerebbe da un progressivo sfinimento da parte della redazione della linea ad oltranza di Travaglio: a sostengo senza se e senza ma all’ex premier Giuseppe Conte.

Tutti abbandonano Travaglio

Inginocchiarsi sempre e comunque a Conte è una  linea che secondo il sito di D’Agostino “non sembrerebbe più andare a genio a un pezzo importante della sua redazione”. L’appiattimento di Travaglio sul leader dei Cinquestelle mal si concilierebbe  infatti con un articolo di Marco Lillo sul caso Di Donna-Conte, inchiesta molto spinosa per l’ex premier. Per cui  “si vocifera – rivela Dago – che il direttore di Domani, Stefano Feltri, abbia proposto un contratto a Marco Lillo”: unavance confortata dal fatto che l’articolo sul caso Di Donna-Conte marcherebbe una  distanza dalla linea del quotidiano”. Certo, Stefano Feltri avrebbe piacere di accrescere il suo parco firme. Per ora nulla di definitivo è accaduto.  Se Lillo sia in uscita dal Fatto ancora non si sa. Ma il sito di D’Agostino pare certo che “un tentativo di abbordaggio ci sia stato da parte di Stefano Feltri.

L’indiscrezione di Dagospia: la linea pro-Conte crea malumori

Il che, in un momento in cui la linea editoria del Fatto non pare propizia alla critica a Conte, potrebbe essere allettante per il giornalista d’inchiesta. A proposito di quell’articolo sul caso Di Donna-Conte, Dagospia aveva sottolineato favorevolmente che “c’è un Fatto che non alliscia Conte e i suoi amici”. Lillo aveva chiesto le dimissioni di Di Donna, indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze illecite. Più lontanto di così da Travaglio...

 

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