Sanremo, Al Bano rilancia il made in Italy: è il Festival della canzone italiana, basta cover e ospiti stranieri

martedì 26 Ottobre 13:51 - di Bianca Conte
Al Bano

Al Bano torna a parlare di Sanremo. Del regolamento e delle ultime mode in voga sul palco dell’Ariston tra vezzi esterofili e scommesse retrò. E commentando con l’Adnkronos vizi privati e pubbliche virtù del Festival, fiore all’occhiello dell’italianità in musica, parte da un presupposto per lui imprescindibile: il made in Italy, da omaggiare sul palcoscenico che lo esalta e divulga nel mondo da decenni, con brani nuovi e repertorio classico da riproporre nelle cover e con gli ospiti.

Al Bano rilancia il made in Italy a Sanremo

E allora: «Proprio nel momento in cui i Maneskin hanno conquistato l’Eurovision Song Contest e le classifiche di tutto il mondo cantando anche in italiano, noi facciamo cantare in altre lingue al Festival della Canzone Italiana? Mi pare una decisione un po’ in controtendenza. Un po’ un controsenso. Io Sanremo lo preferirei tutto made in Italy, compresi gli ospiti». Al Bano non usa mezzi termini commentando con l’Adnkronos il regolamento di Sanremo 2022 che introduce la possibilità per i Big di portare sul palco, nella serata delle cover, brani tratti non solo dal repertorio italiano. Ma anche da quello internazionale degli anni ’60, ’70 o ’80. «Se poi proprio vogliono sottolineare l’internazionalizzazione di Sanremo – incalza l’artista – ci possiamo limitare ai superospiti»…

Cover e ospiti stranieri all’Ariston? Già ne avremo tanti all’Eurovision di Torino…

Un ragionamento appassionato, ma anche lucido, quello del cantante di Cellino San Marco che parla a ragion veduta. Di partecipazioni in gara alla kermesse Sanremese, Al Bano può vantarne ben 15. Di cui l’ultima nel 2017. Argomentazioni, quelle dell’artista, quindi non solo squisitamente imprenditoriali o televisive. E sebbene sulla portata e sull’importanza delle ospitate di vip internazionali il cantante sottolinei che: «Quest’anno di brani stranieri ne ospiteremo quanti ne vogliamo a Torino all’Eurovision Song Contest a maggio. Che bisogno c’è di farlo anche a Sanremo?». A motivare la crociata pro made in Italy di Al Bano è soprattutto il rispetto per la nostra tradizione melodica e la cultura sanremese.

La provocazione: dovrebbero cambiare il nome di Sanremo in Festival della Canzone, togliendo la parola “Italiana”

Tanto che, in conclusione aggiunge con una sferzata polemica sferrata in punta di fioretto: «Prima di fare le cover internazionali, che poi mi immagino saranno quasi tutte in inglese, dovrebbero cambiare il nome di Sanremo in Festival della Canzone, togliendo la parola Italiana. Comunque, questo è solo il mio parere: facciano come vogliono. Ma mi aspetto che Amadeus mi chiami per chiedermi un brano. In italiano», conclude ridendo Al Bano, beffardamente. Ma neanche poi troppo…

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