Salvini vede Draghi: al Paese serve una pacificazione nazionale, l’emergenza non è il fascismo

mercoledì 13 Ottobre 18:47 - di Redazione

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato a Palazzo Chigi il segretario della Lega, Matteo Salvini. Era stato lo stesso leader leghista durante la conferenza stampa del centrodestra in appoggio a Enrico Michetti a annunciare che avrebbe visto il premier. “Gli chiederò – aveva detto –  di guidare un processo di pacificazione nazionale”.

Nell’incontro si è parlato della legge di Bilancio

Il comunicato ufficiale, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, non cita né il Green pass né il tema della pacificazione ma afferma che nel faccia a faccia i due hanno discusso dei provvedimenti economici di prossima emanazione, con particolare riferimento alla Legge di Bilancio e al decreto fiscale.

Salvini ha ribadito: serve una pacificazione nazionale

Ma Matteo Salvini, ribadiscono fonti della Lega, ha formulato al presidente del Consiglio Draghi una proposta di “pacificazione nazionale a nome di tutto il centrodestra”. Infatti, aveva detto Salvini prima dell’incontro, “l’emergenza è il lavoro, non il fascismo”.

Disagi e malumori stanno esplodendo a macchia d’olio: i portuali di Trieste e Genova che minacciano di bloccare le merci negli scali marittimi non sono certo “fascisti”. Occorre risolvere il problema dei 4 milioni di lavoratori che non intendono vaccinarsi e che non vogliono vedersi negato il diritto al lavoro.

Il tema dei tamponi gratuiti

Nella giornata di martedì sia Beppe Grillo che Fratelli d’Italia e lo stesso Matteo Salvini avevano chiesto tamponi gratis per garantire a tutti di recarsi al lavoro. Naturalmente è il Pd, col ministro del Lavoro Andrea Orlando, che frena su questa strada e invoca la linea del rigore. Mario Draghi come al solito dovrà mediare e decidere in fretta per evitare altre proteste e fermare l’onda di malcontento che con il green pass introdotto dal 15 ottobre nei luoghi di lavoro si va facendo sempre più minacciosa. Ma nel frattempo è bene sapere chi sta dalla parte del muro contro muro (il Pd) e chi invece vuole un Paese pacificato che si incammini con fiducia verso una possibile ripresa.

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