Rampelli: «Gualtieri non regge la sfida. Ecco perché parlano solo di fascismo. E usano l’estrema destra»

giovedì 14 Ottobre 12:00 - di Redazione

“Dal primo faccia a faccia televisivo tra i due candidati sindaco di Roma Michetti e Gualtieri ospiti di Bruno Vespa a ‘Porta a porta’ si capisce perfettamente il motivo per cui da un mese si parla di fascismo”. Parola di Fabio Rampelli che all’indomani della prima sfida televisiva tra i due sfidanti al Campidoglio punta i riflettori sulla pessima performance dell’ex ministro dell’Economia del governo Conte. Costretto questa volta a parlare di Roma e non di pregiudiziali ideologiche sugli avversari.

Rampelli: ecco perché il Pd parla solo di fascismo

“Sui temi amministrativi, sui progetti per la capitale, sulla credibilità delle persone e sulla loro empatia Gualtieri non regge la sfida. E conferma il piglio mancino di una sinistra elitaria, nozionistica, inefficace e respingente”, continua il vicepresidente della Camera. “Mentre resta nascosta sotto il tappeto la sua responsabilità pluridecennale sullo stato di degrado delle periferie. Le colpe di Zingaretti su rifiuti e trasporti. Quelle di Rutelli e Veltroni sul debito miliardario accumulato tra il 1993 e il 2008. Quelle di Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi sui poteri speciali. E sui miseri investimenti concessi a Roma. Mentre le altre nazioni europee mettevano il turbo alle loro Capitali“.

Gualtieri non regge la sfida sui temi amministrativi

“Il declino della nostra città -avverte Rampelli- non porta il nome di Virginia Raggi, colpevole di non aver saputo invertire una rotta compromessa, ma del Pd. Era necessario per la sinistra parlare di fascismo. E, come accadde già con Prodi nel 1996, farsi soccorrere dall’estrema destra”. Sull’escalation di violenza e i fatti di sabato scorso, il giudizio di Rampelli è molto nitido. “Forza Nuova è il Jolly pescato da Gualtieri per tentare di rovesciare un risultato. Che si è formato con chiarezza nei risultati del primo turno. Gli elettori di Raggi e Calenda non si sommano a quelli del ‘sovietico’ Gualtieri. E dunque, occorreva colpire sotto la cintura, inventando trame e pericoli che svaniranno martedì prossimo”.

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