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Politica

Raggi dice sì al caffè con Michetti, mentre Letta apre la caccia al fascista e Rampelli lo zittisce

06 ott 2021 di Redazione

La sindaca uscente Virginia Raggi, a quanto apprende l’Adnkronos, ha accettato l’invito di Enrico Michetti, candidato del centrodestra, per un caffè in Campidoglio. Allo stesso tempo è in contatto anche con il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri. Ma il sì all’incontro con Michetti come in tanti hanno notato suona come una sconfessione del leader politico dei Cinquestelle Giuseppe Conte.

Quest’ultimo ha ripetuto oggi che non c’e’ all’orizzonte nessuna possibilità di potere collaborare con un’eventuale giunta di centrodestra “perché ha una proposta politica inadeguata. Per i ballottaggi faremo valutazioni, ma nessun apparentamento, assessori o richieste varie”. In pratica Conte vuole trattare solo col Pd, la Raggi intende dialogare con tutti.

E’ la stessa sindaca uscente a scriverlo su Facebook: “Ho invitato in Campidoglio Enrico Michetti e Roberto Gualtieri per fare il punto su questi dossier che ritengo tra i più importanti per la Capitale e per il futuro dei romani. Tra questi la candidatura di Roma a Expo 2030. Ho avviato un percorso che deve continuare ad ogni costo e che ha delle scadenze ravvicinate: a fine mese va presentato il dossier di candidatura. E’ un obiettivo da perseguire ed una occasione unica per l’Italia e per Roma. Siamo pronti per questa fondamentale occasione di crescita e sviluppo’’.

Giuseppe Conte intanto si mostra anche altezzoso nei riguardi di Carlo Calenda, il quale suggerisce al Pd di mollare il M5S al proprio destino. “Calenda sta facendo un suo percorso politico autoreferenziale, e noi glielo facciamo fare tranquillamente: siamo orgogliosamente forti della nostra storia e della nostra tradizione, lui si affaccia adesso alla politica. Essere una forza nazionale e’ un’altra prospettiva. Gli auguriamo buona fortuna, ma è all’inizio di un cammino politico nazionale, e quindi dettare condizioni agli altri mi sembra quanto meno arrogante”.

Enrico Letta intanto gioca la trita e ritrita carta dell’antifascismo contro Michetti. “A Roma, se dovesse vincere Michetti ci sarebbe un palco di festeggiamenti in cui la Meloni è la principale a festeggiare con tutto il mondo che sta attorno, anche Fidanza. Non credo si voglia far tornare il mondo di Alemanno a governare Roma”.

Pronta la replica di Fabio Rampelli: “Sorprende che un politico come Letta, sonnolento campione di eleganza politica, speculi su una vicenda i cui contorni giudiziari e giornalistici sono tutti ancora da accertare. Spiace constatare che l’adrenalina lo trasformi in un giustizialista. Spiace ricordare che sul suo palco ci sarà simbolicamente dalle patrie galere quel Mimmo Lucano condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, peculato, concussione, falso ideologico eccetera. Insieme a lui la brigatista Silvia Baraldini, l’assassino Cesare Battisti, lo scafista Luca Casarini con tutti i teppisti dei centri sociali, gli occupanti abusivi di professione e i tanti ‘compagni che sbagliano’”. E Rampelli così conclude: “Enrico, nel caso avessi bisogno di un consiglio, stai sereno perché la campagna elettorale a volte gioca brutti scherzi”.

 

 

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