Conte corre a Napoli a festeggiare col Pd, la Raggi furiosa cova la vendetta che può aiutare Michetti

martedì 5 Ottobre 9:40 - di Stefania Campitelli

Quarta, una manciata di voti dietro Carlo Calenda. Per Virginia Raggi è un brutto risveglio. La ormai ex sindaca della Capitale non raggiunge il 20 per cento dei consensi. I dati definitivi la fotografano al 19,15% con il leader di Azione al 19,71,  Roberto Gualtieri al 27,02 ed Enrico Michetti al 30,21.

Raggi fuori dal ballottaggio ma non dai giochi

Confermati i sondaggi la campionessa grillina è fuori dal ballottaggio, ma non dai giochi. Lo si capisce dalle prime battute del pomeriggio quando si definisce con orgoglio “l‘unica che sta tenendo testa alle corazzate del centro-destra e centro-sinistra”. Vittima del fuoco incrociato dei dem e appoggiata senza entusiasmo dai vertici 5Stelle, ora è pronta per vendicarsi. Non sarà facile per Gualtieri poter contare sui voti della Raggi. Che in serata, lasciata sola a Roma ad affrontare la stampa, fa capire che non resterà immobile a leccarsi le ferite.

“Ho resistito da sola alle corazzate”

“Dopo 5 anni di attacchi violentissimi, anche personali, ai quali in pochi avrebbero resistito, ho ottenuto poco meno di quanto hanno ottenuto le corazzate di centrodestra e centrosinistra. E questo è un dato da tenere in conto. E  su cui nei prossimi giorni faremo necessariamente una riflessione”.

Lo sgarbo di Conte che corre a Napoli

Una riflessione anche interna ai 5Stelle. Virginia resta in piedi da sola. Dimostrando una buona dose di testardaggine. Anche di fronte ai vertici che la abbandonano al suo dolore e corrono a Napoli. Tutto lo stato maggiore grillino, Conte, Fico e Di Maio,  è ad abbracciare il nuovo campione, il sindaco dei miracoli Gaetano Manfredi. Osannato esattamente come Virginia 5 anni fa. È lui oggi il protagonista della grande impresa “di un centrosinistra unito per sconfiggere le destre populiste e sovraniste”.

L’ex sindaca prepara la vendetta contro il Pd

La Raggi, invece, nel nuovo corso del movimento battezzato dall’avvocato del popolo, non serve più. Ma lei non ci sta a fare da kleenex e prepara la vendetta a Roma. Che potrebbe mettere in seria difficoltà Gualtieri. Per l’ex ministro del Pd la strada del ricompattamento delle sinistre ‘sparse’ per ribaltare il risultato della sfida con Michetti è tutta in salita.

Per Gualtieri la strada è in salita

In meno di 15 giorni dovrà far dimenticare agli elettori le offese e gli insulti alla sindaca uscente. Dovrà resettare il linguaggio di una campagna elettorale tutta giocata all’attacco dell’amministrazione capitolina. “Non ha fatto nulla” è stato il refrain dell’ex ministro dem. Fino all’ultimo giorno di campagna elettorale. A cominciare dallo scandalo rifiuti (la sindaca anche su questo non ha fatto nulla e Ama non ha chiesto di fare gli impianti”) per continuare con i cinghiali che passeggiano indisturbati in mezzo alla spazzatura.

Le offese e gli insulti alla Raggi

“Raggi, come sempre, scarica responsabilità sugli altri per fare polemica. È andata anche in Procura non so se per denunciare la Regione o i cinghiali stessi. Raggi manda le raccomandate, ma non si fa così. Un sindaco, quando c’è un problema, convoca un tavolo operativo con tutte le persone e cerca di trovare una soluzione”.

Ora la Raggi potrebbe aver trovato la ‘sua’ soluzione: rovinare la festa a Gualtieri. Lo ha detto chiaramente. “Rassicuro i cittadini che i loro voti non saranno svenduti ai saldi di fine stagione. Non darò indicazioni di voto. I voti non sono pacchetti da spostare. Né i cittadini sono mandrie da portare al pascolo”.

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