Migranti, Londra vuole l’immunità per la Guardia costiera: niente conseguenze in caso di vittime

mercoledì 13 Ottobre 17:33 - di Agnese Russo
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La Gran Bretagna si prepara a usare ogni mezzo pur di fermare l’immigrazione illegale, anche a garantire l’immunità agli agenti della Border Force, la Guardia costiera, in caso nelle operazioni di respingimento nel Canale della Manica dovessero verificarsi degli annegamenti tra i migranti.

L’ipotesi allo studio del ministro dell’Interno

A divulgare la notizia è stato il Guardian, riferendo che il ministro dell’Interno, Priti Patel, starebbe preparando un emendamento per introdurre lo scudo legale, nell’ambito della nuova legge sull’immigrazione in discussione in Parlamento.

Le polemiche per l’impennata di sbarchi di migranti

La Patel, ha ricordato il quotidiano, si trova sotto pressione da parte del governo e del Partito conservatore per il crescente numero di migranti irregolari che sbarcano sulle coste britanniche, attraversando la Manica, a bordo di piccole imbarcazioni. Quest’anno, gli sbarchi sono stati già oltre 17mila, oltre il doppio di quelli registrati in tutto il 2020.

La nuova legge su immigrazione e cittadinanza

L’obiettivo dichiarato della nuova legge sull’immigrazione e la cittadinanza, che al momento è in fase di discussione nelle commissioni competenti del Parlamento, è di rendere più efficiente il sistema di asilo, prevenendo gli ingressi illegali nel Paese e garantendo l’espulsione di quanti non hanno diritto alla permanenza. Tra le disposizioni della legge è prevista anche l’inammissibilità della domanda di asilo per chiunque entri illegalmente nel Regno Unito, oltre alla possibilità di una condanna fino a quattro anni di carcere, il divieto di accedere a fondi pubblici e di fare richiesta di ricongiungimenti familiari.

Le difficoltà di uno scudo legale per la Guardia costiera

In questo contesto si inserirebbe l’ipotesi di scudo legale per la Guardia costiera. E tuttavia, rimane da chiarire se il provvedimento avrebbe una sua efficacia, rispetto al quadro più generale del diritto internazionale della navigazione. «È difficile capire come potrebbe essere ragionevole lasciare che qualcuno anneghi in mare o su una piccola imbarcazione che non ha abbastanza carburante per raggiungere terra», ha detto al quotidiano britannico l’avvocato dell’immigrazione e scrittore, Colin Yeo, sottolineando inoltre che non è affatto detto che una misura di questo genere possa proteggere gli agenti da procedimenti giudiziari ai sensi delle leggi marittime o nazionali.

 

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