Lollobrigida: «Niente etichette ai No Green Pass. A Milano la metà erano anarchici e antagonisti»

lunedì 11 Ottobre 10:37 - di Davide Ventola
Lollobrigida, Milano

Un atto squadrista e fascista l’attacco alla Cgil? «Lo stabilirà la magistratura che sta indagando sui fatti di Roma ma anche di Milano, dove pare che la metà dei denunciati sia legata all’area anarchica e antagonista». Francesco Lollobrigida, in un’intervista a La Stampa invita alla cautela.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera rammenta i fatti. Ovvero che «non c’è solo l’estrema destra. Il punto però è che spesso sono i soliti noti a creare disordini: persone a cui viene consentito di andare in piazza anche se non potrebbero, con forme di controllo poco idonee».

Lollobrigida alla Cgil: “Un atto naturale per chi crede nella democrazia”

Ieri Lollobrigida si è recato davanti alla sede nazionale della Cgil per portare la solidarietà di FdI. «Un atto naturale per chi come noi crede nella democrazia e nella Costituzione. È chiaro che si tratta di un sindacato non vicino a noi politicamente» e che «con la Cgil ci siamo anche trovati concordi sulle critiche al Green pass. Poi, ci sono questioni politiche su cui siamo distanti, come quando ha parlato dello ius soli, che peraltro con la vicenda specifica c’entra poco». 

“Abbiamo molte domande per l’inefficiente Lamorgese”

Sulla manifestazione di sabato e sui disordini, il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia non ha dubbi. «È evidente che ci sia un problema. Mi domando come sia stato possibile che, da una piazza presidiata, i manifestanti siano arrivati alla sede della Cgil. Abbiamo chiesto al ministro Lamorgese di venire in Parlamento a spiegare cosa è accaduto, perché non è stata in grado di garantire l’ordine pubblico».

Alla domanda se sia giusto sciogliere le organizzazioni che si rifanno al fascismo, come chiede Landini e alla iniziativa del Pd, che è pronto a portare la cosa in Parlamento, Lollobrigida risponde citando la normativa attuale.

«Le organizzazioni che operano contro i valori costituzionali possono già essere sciolte, per legge, dalla magistratura. E, in casi di eccezionale gravità, anche dal governo per decreto. Se Draghi ha informazioni tali da giustificare il provvedimento può farlo domani, sempre che l’inefficiente Lamorgese lo informi. Se poi la maggioranza in Parlamento ritiene che il governo sia incapace di agire è un altro discorso».

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