No vax e No pass nelle aule del Palazzo: sarebbero almeno 130 i parlamentari “dissidenti”. Ecco chi sono

venerdì 24 Settembre 9:03 - di Chiara Volpi
parlamentari No vax No pass

I No vax, No pass formerebbero un partito trasversale saldamente e silenziosamente insediato nel Palazzo. Un retroscena pubblicato da Il Giornale secondo quanto riferito da una fonte interna dietro le quinte dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, indica in almeno 90/100 deputati a Montecitorio e 40/50 senatori a Palazzo Madama, i parlamentari refrattari a campagna vaccinale e passaporto sanitario. «Stime al ribasso», sottolinea il servizio, che attestano la percentuale dei dissidenti del vaccino e del green pass, tra il 15 e il 20%.

Caccia ai parlamentari No vax e No pass nelle aule del Palazzo

Dunque, con Salvini che, solo ieri, si è definito «free vax». E cominciando dai grillini: notoriamente scettici sui vaccini da sempre. Passando per i corridoi delle segrete stanze di Leu e Pd, il partito trasversale anti-vaccino e passaporto vaccinale sembra estenda i suoi confini in tutto l’arco parlamentare da Montecitorio a Palazzo Madama, animando una caccia a 360 gradi all’onorevole ribelle ai precetti sanitari istituzionalizzati dall’esecutivo. Una caccia che, fin qui, stando al retroscena del Giornale, spazierebbe da ambienti leghisti, alla sinistra più rigorista. Con un elemento di rischio in più, di venire “individuati ufficialmente”, profilatosi all’orizzonte proprio in questi ultimi giorni in cui il governo ha sancito una serie di limiti e di obblighi comportamentali, che scatteranno dal prossimo 15 ottobre.

Sarebbero almeno 130, tra Camera e Senato, gli onorevoli “dissidenti”

Del resto, riferisce Il Giornale citando la fonte: «si conta che almeno il 10% dei parlamentari sia no vax o no pass. Ora vedremo quanti sono sprovvisti di passaporto vaccinale. Secondo le nostre informazioni almeno il doppio»… Ma, naturalmente, «non c’è alcun elenco di nomi: vanno rispettate le norme sulla privacy». Insomma, tempi duri per l’onorevole no vax: sprovvisto di green pass non potrà partecipare ai lavori di commissioni e Aula. Dovrà sottoporsi al tampone almeno due volte a settimana; il costo dei quali sarà defalcato direttamente dal fondo per assistenza sanitaria integrativa per il quale, spiega nel dettaglio il quotidiano diretto da Minzolini, «i deputati versano mensilmente 526,66 euro per la copertura sanitaria».

No vax, No pass: un partito trasversale che assembla grillini, leghisti, Pd e Leu

Indizi a parte, nel profilare i connotati dei non vax in Parlamento non serve poi ricorrere a chissà quali espedienti. Molti di loro escono gratuitamente allo scoperto: come Sara Cunial, la deputata che appena 2 giorni fa ha scatenato l’inferno in Aula paragonando l’obbligo del green pass ai campi di sterminio nazisti. Così come, sembra non sia più un mistero il fatto che il primato dei detrattori del green pass sia saldamente detenuto dal gruppo l’Alternativa c’è: il movimento politico nato da una costola del M5S, con esuli e scissionisti confluiti nel solco del dissidente per antonomasia: Di Battista. Ipotesti e rivelazioni a parte, comunque, la sorpresa c’è. E Il Giornale la riserva sul finale: «Le voci di Montecitorio segnalano la presenza di un gruppetto di deputati Pd»…

Alcuni escono allo scoperto. Altri…

E ancora: «Ovviamente il portabandiera dei parlamentari che si sono battuti fino alla morte contro l’introduzione del green pass a Montecitorio è il leghista Claudio Borghi. La battaglia è persa. Ma va avanti quella ideologica». Al Senato troviamo allora Gianluigi Paragone (Italexit) e Marinella Pacifico (ex 5S, ex Cambiamo e ora Identità e Azione). Tutti membri del partito no pass. Tutti quelli che, di qui a breve, dovranno scegliere tra la politica di lotta e di governo. E la resa: rinnegare le battaglie no vax e no pass e correre a vaccinarsi…

 

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