Giustizia, via libera della Cassazione ai sei referendum di Lega e radicali. Che spaccano il Pd

venerdì 29 Ottobre 19:45 - di Redazione

Via libera ai sei referendum sulla Giustizia, promossi da Lega e Partito Radicale. L’ha stabilito la Corte Suprema di Cassazione. Che ha accolto la richiesta di 9 consigli regionali. Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto.

Via libera ai referendum sulla giustizia

In particolare, i referendum riguardano la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati. L’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere. I limiti agli abusi della custodia cautelare. L’abolizione del decreto Severino.

La Cassazione accoglie la richiesta delle Regioni

La decisione di piazza Cavour rende ininfluente il deposito delle firme certificate, che la Costituzione prevede come alternativa alla richiesta delle Regioni. Circa 700mila le firme raggiunte per ogni quesito dal comitato referendario. Oltre a 18mila adesioni elettroniche.

Oltre quattro milioni di firme raccolte

Il totale provvisorio è di 4.275.000 autografi, ma questa mattina nella sede milanese della Lega in via Bellerio ne sono arrivate altre 80mila. Massiccio l’impegno del Carroccio. Il partito di Salvini ha preparato le sottoscrizioni certificate dopo mesi di accurati controlli “che hanno visto la mobilitazione di decine di parlamentari, consiglieri regionali e decine di militanti da Ferragosto a oggi con il coordinamento di Roberto Calderoli”, si legge in un comunicato della Lega.

Adesione bipartisan e molti big

I moduli con le firme sono stati distribuiti in ben 368 scatoloni che hanno riempito tre furgoni. Ci sono anche sei hard disk che contengono le firme digitali e i certificati elettorali. I referendum hanno incassato un’adesione bipartisan e hanno mobilitato molti volti noti. Tra gli altri, hanno sostenuto i quesiti Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro. Giulia Bongiorno, Hoara Borselli, Mauro Corona, Mauro Coruzzi in arte Platinette. Lo chef Alessandro Circiello, Guido Crosetto, Paolo Del Debbio, Alda D’Eusanio.  Vittorio Feltri, Roberto Giachetti, Mario Giordano, Maria Giovanna Maglie, Simonetta Matone, Paolo Mieli, Giovanni Minoli, Augusto Minzolini, Luca Palamara, David Parenzo, Nicola Porro, Gabriella Privitera Corona madre di Fabrizio. Alessandro Sallusti, Vittorio Sgarbi, Sergio Staino, Francesco Storace, Giovanni Terzi, Gaia Tortora, Michele Vietti ex vicepresidente del Csm”.

Pd diviso, il si di Berlusconi e Meloni

Nonostante il no di Enrico Letta, nel Pd hanno detto sì Goffredo Bettini, Giorgio Gori, Luciano Pizzetti”, sottolinea la nota bilancio della Lega. “Senza dimenticare altri nomi come quelli del senatore Gianni Pittella, ex socialista, e l’europarlamentare Massimo Smeriglio”. Hanno firmato, ovviamente, tutti i ministri e i governatori della Lega. Un appoggio ai referendum è stato ribadito da Silvio Berlusconi e da Giorgia Meloni (che è favorevole a quattro quesiti su sei).  Hanno aderito anche i centristi dell’Udc, con Lorenzo Cesa e Antonio de Poli, e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. I. Dopo il via libera della Cassazione, non è più necessario il deposito delle firme previsto per domani.

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