Fazzolari smaschera Conte: “Blateri sul fascismo per nascondere l’inchiesta sull’avvocato Di Donna”

venerdì 8 Ottobre 14:02 - di Guido Liberati
Fazzolari contro Conte (2)

Perché Conte anziché dare spiegazioni sull’inchiesta Di Donna, imperversa con dichiarazioni a sproposito contro Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni? La risposta la fornisce il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

«Trapelano notizie disgustose e sconcertanti – denuncia Fazzolari – su un meccanismo di mangiatoia fatta da persone vicine a l’ex premier Conte su tutta la gestione dell’epidemia Covid. Ultimo in ordine di tempo della lunga lista di figuri che si sarebbero abbuffati grazie all’emergenza e ai buoni rapporti col governo Conte 2, l’avvocato Luca Di Donna, già collega di studio di Conte, indagato per loschi giri di appalti e consulenze».

«Una situazione che – prosegue Fazzolari – richiederebbe immediatamente chiarezza da parte di Giuseppe Conte il quale, invece, oggi non trova di meglio che parlare della necessità di Giorgia Meloni di chiarire i suoi rapporti con il fascismo. La solita tecnica della sinistra di distogliere l’attenzione sugli scandali che la coinvolgono sbraitando al pericolo fascista, in questa occasione diventa addirittura grottesca».

Fazzolari contro Conte e le sue esternazioni sulla Meloni

«Dire che non c’è alcuno spazio per il fascismo – aveva detto Conte inserendosi nella questione Fanpage FdI – è una bella affermazione di principio che merita rispetto. Ma bisogna essere conseguenti. Se da quella inchiesta nasce qualcosa di più che qualche inneggiamento al fascismo e nazismo bisogna trarne le conseguenze e prendere le distanze anche dalle persone coinvolte».  «Mi risulta – aveva proseguito l’ex premier – che una delle persone direttamente coinvolte sia stata eletta a Milano. Quindi non è che si possono fare solo affermazioni di principio bisogna anche comportarsi di conseguenza».

Conte quindi preferisce pontificare su Meloni e FdI per eludare la questione che lo tocca da vicino. Si scopre infatti, che l’avvocato Di Donna, come per magia, era finito in ogni attività che riguardasse il M5s.

Morra costretto a revocare la consulenza antimafia a Di Donna

Era finito a fare persino il consulente della commissione antimafia. Consulenza che Nicola Morra, presidente della Commissione ha dovuto oggi revocare con grande imbarazzo. “Non ho mai avuto occasione di frequentare – dice il grillino Morra – incontrare, conoscere l’avvocato Di Donna. Posso dire che il curriculum scientifico di Di Donna è certamente importante. E questo aveva convinto tutta la Commissione ad accettare la proposta di conferimento di incarico avanzata dal coordinatore del Comitato XX che ha presieduto i lavori dedicati all’analisi che la Commissione Antimafia ha dedicato alla situazione Covid”. Di Donna ha avuto accesso ai dossier? Morra dice di no.

«Mi risulta – ha aggiunto il presidente della Commissione antimafia – perché abbiamo fatto accertamenti anche in tal senso, che Di Donna non si sia mai avvicinato all’archivio dove vengono conservati documenti di grande rilevanza né per accedere a documenti liberi o classificati come riservati o come segreti. Posso attestare che Di Donna è stato lontano dal cuore archivistico della Commissione». Ma Fazzolari ha spiegato bene perché Conte dirotta l’attenzione su FdI. Il verminaio del caso Di Donna pare appena scoperchiato. E probabilmente il peggio deve ancora venire fuori.

 

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