Fazzolari: “Sulle parole d’odio di Montanari la sinistra tace. Segno che è complice o mandante”

domenica 29 Agosto 16:23 - di Redazione
Fazzolari Montanari

«L’intellettuale vip caro alla sinistra più retrograda, Tomaso Montanari, teorizza apertamente l’uso della violenza e la negazione dei diritti costituzionali nei confronti di quelli che lui definisce fascisti» Lo afferma Giovanbattista Fazzolari, senatore di FdI.

«In questa categoria Montanari inserisce tutti i movimenti di destra, compresi quelli rappresentanti in Parlamento come Fratelli d’Italia. È a tutti gli effetti istigazione a delinquere e a compiere atti illegali e violenti contro la destra in nome dell’ ‘antifascismo militante’».

 

Fazzolari: “Montanari non può insegnare nelle università” 


«Purtroppo, l’Italia – aggiunge il responsabile nazionale del programma di FdI – ha già conosciuto stagioni drammatiche di morte e violenza politica per colpa di spregiudicati predicatori d’odio come Montanari. Lo ha spiegato bene Giorgia Meloni nel suo editoriale su ‘Il Giornale’: un tale soggetto non può insegnare nelle università, e ancora meno può ricoprire l’incarico di rettore dell’Università di Siena. La sinistra che tace è complice di chi fomenta l’illegalità e la violenza contro gli avversari politici. Sempre che non ne sia il mandante».

Le parole aberranti di Montanari

Nei giorni scorsi, Tomaso Montanari ha ribadito la sua esile linea difensiva «Non nego le foibe.  Ma contesto l’uso che se ne è fatto e l’uso della Giornata del Ricordo, primo firmatario Ignazio La Russa. È una legge dei neofascisti. Secondo me andrebbe cancellata». 

E sulla richiesta di revoca dell’incarico di rettore al premier Draghi e al ministro dell’Università Messa, Montanari replica sempre con l’Adnkronos: “quello che mi sconcerta è che alcuni deputati della Repubblica siano così ignoranti da non sapere che i rettori non li rimuove il ministro, non li rimuove il parlamento, sono cariche elettive. Esiste l’articolo 33 della Costituzione che protegge l’autonomia delle Università. Una volta che un rettore è eletto – ha detto ancora il docente di Siena – solo la magistratura lo può rimuovere e solo per reati gravi. Ci vuole l’interdizione».

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