Capezzone disintegra i media di sinistra su Trieste: “Portuali civili, conduttori infastiditi”

venerdì 15 Ottobre 20:44 - di Lara Rastellino
Capezzone

La protesta di Trieste non scatena l’inferno. Ma sui media di sinistra va in scena un altro film. E Capezzone disintegra la narrazione fuorviante: «Realtà vs Reality. Portuali civili, conduttori infastiditi scuotono la testa»… Qualcosa non quadra. Al momento, peraltro, nell’ampia area davanti al Varco 4 del porto di Trieste sono rimaste qualche centinaio di persone. Il portavoce del Clpt Stefano Puzzer ha dichiarato che una rappresentanza dei manifestanti passerà la notte lì, dove per l’intera giornata hanno presidiato l’area intonando slogan contro il governo Draghi. Spiegando ai giornalisti le ragioni della loro mobilitazione e il fine della protesta dei No green Pass che, nei giorni scorsi, proprio nello scalo marittimo del capoluogo del Friuli Venezia Giulia, avevano dichiarato guerra al provvedimento dell’esecutivo. E annunciato battaglia, tra scioperi e rivendicazioni, sul fronte della manifestazione.

Trieste, la protesta non scatena l’inferno

In realtà, invece, a Trieste come nel resto del Paese, la protesta di piazza si è fatta sentire ma non ha messo in ginocchio. La circolazione e il traffico hanno subito dei disguidi, ma nulla ha compromesso gravemente lo svolgimento della giornata. E ora che, tra le banchine del porto triestino c’è aria di smobilitazione, dalle autorità portuali si apprende che «l’attività del porto di Trieste dall’inizio dello sciopero prosegue quasi con regolarità, anche se con qualche rallentamento».  E che, tutti i varchi dello scalo, tranne il numero 4 dove si è svolta la manifestazione – e dove un presidio di manifestanti ha annunciato che passerà la notte – sono regolarmente aperti. Consentendo il transito sia di vetture che di camion. Anche il servizio interno di treni sta proseguendo regolarmente».

Trieste, Capezzone disintegra la narrazione dei media di sinistra

Tanto che, poco fa in una nota le segreterie territoriali di Trieste di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Mare, a proposito della giornata di sciopero hanno commentato: «Crediamo che debba riprendere quanto prima la piena operatività del porto». Dopo aver ottenuto la gratuità dei tamponi per i lavoratori del porto che ne hanno la necessità, spiegano i sindacati, «pensiamo che ogni ulteriore fermo non venga più compreso dalla maggioranza dei lavoratori». Tutto rientra insomma nei confini di una dialettica che, contrariamente a quanto gli annunci della vigilia lasciavano presagire, non ha esasperato i toni, né ha fatto degenerare la situazione. Eppure, su Facebook Daniele Capezzone, giornalista de La Verità, commentando lo sciopero indetto dai Portuali di Trieste che chiedono l’abolizione del Green Pass per il lavoro, ha eccepito per come gran parte dei media hanno descritto la protesta di scena a Trieste.

Il tweet di Capezzone contro la narrazione dei media di sinistra

Traducendo in post e tweet un rilievo che, via via che passano le ore, mettono alla berlina la narrazione di una protesta decisamente non violenta. «Nuovo format: portuali di Trieste dicono cose civilissime in modo pacato e gentile. Dallo studio conduttrici/conduttori/opinioniste/opinionisti freschi di trucco e parrucco scuotono la testa infastiditi, come se stessero per far tardi al tennis o dall’estetista. Realtà vs reality», ironizza Capezzone su Twitter.

Il racconto delle proteste di Trieste rivisitato e corretto: il post di Capezzone di ieri

In linea, peraltro, con quanto postato giusto ieri sera (giovedì 14 ottobre ndr), quando su Facebook il giornalista de La Verità, sempre sullo stesso argomento, ha pubblicato: «Si dicono di sinistra e poi offendono i portuali di Trieste, fanno sorrisini, li irridono per come parlano. Ma ve lo dico da tempo: a questi “signori” la common people e la democrazia fanno schifo. Sognano un sistema tipo Sanremo: con la loro “giuria di qualità” che decide tutto». Insomma, il racconto delle proteste di oggi a Trieste, per Capezzone sarebbe solo l’ultima puntata di un brutto film. Un film visto e rivisto in tv negli ultimi giorni. E commentato “ad hoc” dai soliti critici dem, finto-buonisti in azione dai loro salotti radical chic e negli studi televisivi...

 

 

 

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