Alla fine Paragone cede all’odiato Green pass per entrare in Senato. Pur di affossare il ddl Zan

mercoledì 27 Ottobre 20:27 - di Elsa Corsini

Da leone a pecorella. Alla prova del fuoco Gianluigi Paragone si è dovuto piegare alla dittatura del certificato verde. Questa mattina è entrato in Senato come gli altri colleghi mostrando il Green pass. Essere in aula per la votazione sul ddl Zan era troppo importante. E valeva la pena ‘rinnegare’ la baldanzosa opposizione al Green pass sbandierata ai quattro venti.

Paragone cede al Green pass per entrare al Senato

Ex leghista, ex grillino, fondatore del movimento ‘Italexit’,  il senatore-giornalista ha fatto il suo ingresso a Palazzo Madama solo dopo aver esibito la certificazione verde. Duramente contestata con toni barricaderi in tutte le occasioni pubbliche e le apparizioni televisive. “Non solo non esibirò alcun Green Pass per entrare in Parlamento, non potranno neanche mettersi a fare barriera per entrare in un luogo istituzionale che non può prevedere alcuna limitazione”, aveva detto Paragone qualche giorno fa. Oggi la musica è cambiata. Niente proteste plateali.

“Sulle votazioni importanti voglio lasciare il segno”

La priorità per l’ex conduttore de la Gabbia è essere in aula e votare.  “Volevano approvare il ddl Zan nel mezzo di una battaglia politica, in cui i diritti dei lavoratori sono annientati. Sono discriminati dalle decisioni del governo. Sulle votazioni importanti il segno lo voglio lasciare eccome, non gli regalo nulla”, dice sollecitato dalla Adnkronos. “Io sono venuto a bloccare il ddl Zan. E il no al Green pass? “Vabbè, ho capito, la battaglia politica si fa con la battaglia politica, si risponde colpo su colpo…”

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