Paragone bocciato dagli elettori, ma lui grida alla porcata. “Ci hanno fregato, hanno paura di noi” (video)

mercoledì 6 Ottobre 12:18 - di Lucio Meo

Il complotto, la porcata, la fregatura. Gianluigi Paragone, all’indomani del flop elettorale di Milano, dove è rimasto escluso dal Consiglio comunale, si sfoga e denuncia le procedure del conteggio delle schede: “Abbiamo fatto il 3% a Milano e l’abbiamo fatto in un mese, per 54 voti non siamo in consiglio comunale. Questi 54 voti ci sono, faremo il riconteggio e io entrerò in consiglio comunale. Avevamo il 3,3%, poi man mano ha iniziato a calare fino al 2,99%, la porcata l’hanno fatta ma non l’hanno fatta neanche così bene perché se mancano soltanto 54 voti, nelle schede nulle non solo ne trovo 54 ma 254. Questa è la paura di una classe politica che è riuscita ad entrare addirittura nei seggi. E lo proveremo quando andremo a fare la conta dei voti”,  detto Gianluigi Paragone, senatore, fondatore di Italexit, intervenendo a “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus.

Paragone e la denuncia sulle “fregature”

“A Milano ce l’hanno fregato, non ho dubbi. Siamo al 2,99% quando siamo sempre stati sopra al 3 per tutta la notte e stranamente ci svegliamo così. E un po’ difficile pensare che lo scarto minimo tra il mio nome e la mia lista sia praticamente nullo, quando doveva essere il mio nome a trainare. Secondo me qualcuno non ha voglia di farmi entrare in consiglio comunale. Vediamo se è il caso di richiedere il riconteggio delle schede”, aveva dichiarato Gianluigi Paragone, ieri, all’Adnkronos.

“Ciò detto – prosegue – al debutto è un risultato importante, a Milano superiamo i 5 Stelle senza avere soldi, incarichi, l’appoggio dei giornali – continua – A questo risultato bisogna poi affiancare quello di Roma, dove alle suppletive abbiamo fatto il 4”. Sul consenso raccolto dai no-vax, soprattutto al nord, Paragone spiega: “Noi continuiamo la nostra battaglia contro lo strapotere delle multinazionali rispetto agli Stati. Dentro questa predicazione c’è quello che viene definito no-vax ma anche un mondo di gente che si è vaccinata ma non accetta l’illiberalità del greenpass”.

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