Trattativa Stato-mafia, Gasparri: “Certi magistrati cambino mestiere”. Lo dice anche la figlia di Borsellino

sabato 25 Settembre 13:24 - di Redazione
Trattativa Stato-mafia

Trattativa Stato-mafia, commentando la sentenza di giovedì della Corte d’Assise d’appello di Palermo, che ha emesso le condanne contro il boss Leoluca Bagarella Antonino Cinà. E, contestualmente, ha assolto gli imputati come l’ex senatore Marcello Dell’Utri. E gli ex carabinieri Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, con un verdetto che ribalta la sentenza di primo grado nel processo sulle presunte collusioni tra istituzioni e cosche. Ma che ripaga solo in parte, benché dal punto di vista morale, gli uomini dello Stato: gente che ha sofferto. Vittime di una tragedia solo per il fatto di essere stati per anni sotto processo. Anche per tutto questo, il senatore azzurro Maurizio Gasparri lo ribadisce con forza: «Certi magistrati devono cambiare mestiere». Un parere condiviso anche dall’ex magistrato Nordio. Oltre che dalla figlia di Paolo Borsellino, Fiammetta.

Trattativa Stato-mafia: la riflessione di Maurizio Gasparri

Dunque, Gasparri spiega e argomenta il suo commento, nel dettaglio di ragionamenti e dichiarazioni, anche alla luce di quanto asserito nelle ultime ore da due personalità importanti. Punti di vista che non possono non fare la differenza nel valutare la sentenza con cui giovedì la Corte d’Appello di Palermo ha assolto l’ex senatore Marcello Dell’Utri e gli ex carabinieri Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno. «Oggi due cose ci sono da leggere in merito alla assoluzione di Subranni, Mori, De Donno e Dell’Utri. L’ex magistrato Nordio – commenta Gasparri – su un giornale scrive con chiarezza: «In un Paese normale magistrati che prendono simili cantonate il giorno dopo cambiano mestiere. La penso come Nordio. E questo problema in riferimento ad alcune persone andrà posto anche in Parlamento. E non solo».

Trattativa Stato-mafia, Gasparri: concordo con Nordio e Fiammetta Borsellino

«L’altra cosa da leggere con grande attenzione – prosegue il senatore di Forza Italia – è l’intervista alla figlia di Paolo Borsellino, Fiammetta. La quale conferma le cose che io vado denunciando danni. Sulla la strage di via d’Amelio dice: “l’elemento acceleratore è stato il dossier mafia e appalti, archiviato con la richiesta della Procura vistata dal procuratore Giammanco il 22 luglio. Cioè tre giorni dopo la morte di mio padre. E questo nonostante mio padre il 14 luglio avesse chiesto conto e ragione del perché a quel dossier non venisse dato ampio respiro nell’occasione della riunione nella Procura davanti a tutti i sostituti. Ci sono tutti i riscontri di questo che sto dicendo”».

«Chi ha imbastito un processo ingiusto ha anche offeso la memoria di Falcone e Borsellino»

Quindi, prosegue Gasparri, «ha ragione Fiammetta Borsellino e sull’archiviazione di quell’inchiesta mafia-appalti c’è anche la firma dell’attuale Procuratore generale di Palermo. E Fiammetta Borsellino nell’intervista racconta di come il padre avesse registrato la contrarietà del Ros, che aveva fatto l’inchiesta, sul fatto che non si desse a quella iniziativa un adeguato seguito». «Questi sono i fatti che contano. Chi ha imbastito un processo ingiusto danneggiando delle persone, ha anche offeso la memoria di Falcone e Borsellino. E questa gente – conclude Gasparri – si deve vergognare. Sia che operi nei palazzi di giustizia. Che nel mondo mediatico e in quello politico».

«Certi magistrati devono cambiare mestiere»

Nel frattempo, in attesa del verdetto finale della Cassazione, intorno al caso resta fitto il fumo delle polemiche. E non potrebbe essere diversamente, considerato che intorno alla cosiddetta Trattativa si è sviluppata negli anni una copiosa letteratura giudiziaria. Oltre che, come scriveva il nostro quotidiano nei giorni scorsi, «un un movimento, persino politico, di fiancheggiamento della Procura». E, infine, l’amaro in bocca, come ha rilevato tra gli altri Giorgia Meloni, per tutti quei soldi e tutto quel tempo spesi ad «inseguire un qualcosa che non aveva realtà»…

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