Schiaffo Ue all’Italia: autorizzato il Prosek croato. Produttori di prosecco furibondi: “Un danno enorme”

martedì 14 Settembre 13:39 - di Penelope Corrado
prosek, prosecco

L’annuncio della registrazione della menzione tradizionale “Prošek” per un vino croato, fatto dalla Commissione Ue, «è la punta dell’iceberg dell’attacco in atto nei confronti del Prosecco che è il vino italiano più copiato nel mondo dove le esportazioni hanno superato il miliardo di euro con un aumento del 35% nei primi sei mesi del 2021». La Coldiretti commenta con una nota incendiaria l’annuncio del Commissario all’agricoltura Wojciechowski. 

Il via libera della Ue arriva proprio con l’inizio della vendemmia fissato per metà settembre dalla zona di Conegliano per raggiungere la Valdobbiadene intorno alla fine del mese, in un’annata che si annuncia da ricordare per qualità.

L’italian sounding, i prodotti che richiamano quelli tipici italiani (il Parmesan ne è un esempio) arrecano danni enormi all’economia italiana. Danni che i nostri rappresentanti, a cominciare dal presidente del parlamento europeo David Sassoli e il commissario Paolo Gentiloni, non fanno nulla per frenare.

La Coldiretti denuncia l’imbroglio del finto prosecco, avallato dalla Ue

Negli scaffali dei supermercati la Coldiretti ha intanto smascherato altri finti prosecco. Il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi ma in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova.

In Brasile nella zona del Rio Grande, addirittura, diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco. Lo chiedono in base all’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

Anche per questo, «la decisione della Commissione Europea è un precedente pericoloso». Un precedente che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione dai falsi. 

«È necessario preparare subito l’opposizione da presentare non appena avvenuta la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. E questo per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo». Questo il commento del presidente della Coldiretti Ettore Prandini. «La decisione della Commissione Europea – ricorda – cade a pochi giorni dalla storica sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue».

Il Prosek croato – spiega la Coldiretti – è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo che il tentativo di proteggere la denominazione Prosek era già fallito nel 2013.

Il prosecco vanta una produzione di 600 milioni di bottiglie


“Il Prosecco – ricorda la Coldiretti – è la star mondiale delle bollicine grazie a un incremento delle vendite oltre confine vertiginoso negli ultimi anni che ne consolidano la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente di bottiglie di Prosecco con un aumento del 48% ma l’incremento maggiore delle vendite – sottolinea la Coldiretti – si è verificato in Russia dove gli acquisti sono più che raddoppiati (+115%) mentre in Germania guadagna il 37%, seguita dalla Francia (+32%), il paese dello Champagne in cui le bollicine italiane mettono a segno una significativa vittoria fuori casa, nei primi sei mesi del 2021”.

La produzione di Prosecco abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha superato – conclude la Coldiretti – 600 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco.

Zaia: “Decisione vergognosa, la Regione Veneto darà battaglia”

«Non ho parole per commentare quanto accaduto. Di questa Europa non sappiamo cosa farcene.  Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, un’Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco». Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia. «Ciò che sta accadendo è vergognoso – conclude -. Così non si difende l’agricoltura e così non difendono investimenti. Ma, soprattutto, così si mortifica la storia e l’identità di un territorio. Spero che ci siano gli strumenti per ricorrere. La Regione farà la sua parte».

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