Sabina Guzzanti contro Michetti: sembra Frankenstein. E’ body shaming, ma tutti ridono (video)

mercoledì 22 Settembre 12:37 - di Redazione
Guzzanti Meloni

Sabina Guzzanti imita Giorgia Meloni a Dimartedì e ovviamente tutta la gag della comica romana è incentrata sul comizio di Piazza del Popolo e su Enrico Michetti, candidato del centrodestra a Roma. La Guzzanti, che del resto non è nuova a cadute di stile, fa body shaming – e anche esplicito – contro Michetti, ma nessuno se ne accorge. Non c’è scandalo. Non c’è un sopracciglio che si alza. Anzi, Romano Prodi in studio se la ride come se fosse all’osteria davanti a un bel piatto di tortellini.

Che gusto deridere l’avversario. Dice la Guzzanti-Meloni: “Ormai c’avemo Michetti, se lo tenemo, oh l’avete visto sul palco, sembrava Frankenstein, co’ sto foglio appiccicato (la Guzzanti mima Michetti-Frankenstein).  ‘Na pena, la peggior imitazione del Duce che abbia mai visto in vita mia, manco alla Corrida… Poi ho dovuto parlà io pe’ rianimà la piazza, nun ve dico la fatica ma me so detta: Giorgia, qua stamo a perde metticela tutta”. Beh insomma, siccome non si tratta della capigliatura di Giovanna Botteri, tutti zitti. Tutti a sbellicarsi dalle risate.

Dicevamo che la Guzzanti, che fa tanto la rivoluzionaria ma porta acqua all’asse della conservazione dello status quo che punta le sue carte sul candidato del Pd Gualtieri con l’appoggio di ciò che rimane delle truppe grilline, non è nuova alla denigrazione e all’insulto nei confronti di chi sta sulla barricata opposta alla sua.

Quando se la prende con personaggi di destra lei ci mette infatti quell’aggiunta di ideologia livorosa che rende pessime le sue performance. Gli riuscì meglio l’indimenticata imitazione di D’Alema, così come suo fratello Corrado fu il miglior imitatore del povero Francesco Rutelli che diceva a Berlusconi: “A Berlusco’, te stamo a portà l’acqua con le orecchie, ricordate dell’amici“.

Le imitazioni della Guzzanti non hanno quella leggerezza che è necessaria alla vera ironia. Sono pesanti. Sono grevi. Come i famosi insulti alle ministre di Berlusconi accusate di essere le geishe del Capo. Le paladine delle donne, a sinistra, all’epoca tacquero, così come ora il silenzio accoglie gli insulti a Michetti. Il “mostro”. Lo zombie. Il golem da colpire con ogni mezzo, fingendo di fare satira.

 

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