Referendum no Green pass, la promotrice: «Basta con la discriminazione. Ci contrastano i no vax»

lunedì 20 Settembre 18:15 - di Mia Fenice
green pass

«È una raccolta firme giovane, che si muove con la forza dei ragazzi» quella che ambisce a raccogliere 500mila sottoscrizioni per proporre i quesiti di abrogazione delle norme sul green pass alla Corte Costituzionale. Cittadini, metà dei quali studenti universitari, disinteressati alla vita mondana nei locali. Ma uniti a prescindere dall’essere vaccinati o no su un fronte comune. «Porre fine a un subdolo strumento di discriminazione che mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l’odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana». È il racconto dell’avvocato Olga Milanese, tra i promotori del Comitato che sabato scorso ha avviato la raccolta delle firme, che all’Adnkronos annuncia il raggiungimento del primo traguardo. «Abbiamo già chiuso la prima casella in cui arrivano le pec» ed indica tra gli avversari i più insospettabili «i no-vax. Sono quelli che contrastano il referendum da quanto ci arriva via social».

Referendum non green pass, l’identikit del firmatario

Ecco infatti l’identikit del firmatario: «Non necessariamente un non vaccinato. Perché il nostro non è un referendum contro il vaccino. Noi miriamo a scardinare una discriminazione, puntiamo alla libera scelta e ad elevare il diritto all’eguaglianza. Riteniamo che lo Stato debba agire in emergenza sanitaria sul fronte sanitario, non della soppressione dei diritti. Puntando anche a misure estreme come tamponi gratuiti per tutti, sul modello danese». Entro fine ottobre la raccolta dovrà concludersi, quindi dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale sulla ammissibilità dei quesiti. Ma «difficile pensare ad un voto prima della primavera 2022. Nel frattempo – anticipa all’Adnkronos – ci muoveremo su altri fronti come ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

Come aderire

Chiunque voglia aderire può andare sul sito ufficiale, referendumnogreenpass.it,  creato dall’avvocato Olga Milanese, dal docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma Luca Marini, già vicepresidente del Comitato nazionale per la Bioetica, e da Francesco Benozzo, docente di filologia romanza all’Università di Bologna.

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