Meloni: «Se impone il Green pass obbligatorio, lo Stato deve fornire i tamponi gratis a tutti»

giovedì 16 Settembre 14:52 - di Federica Parbuoni
green pass obbligatorio

Se lo Stato impone il Green pass obbligatorio, allora deve anche garantire i tamponi gratis a tutti e non solo a chi non si può vaccinare. Giorgia Meloni è tornata a ribadirlo nel giorno in cui il governo si appresta ad estendere il lasciapassare a tutti i lavoratori del pubblico e a quelli del privato, prevedendone la sospensione finché non saranno in grado di esibirlo. «Se lo Stato vuole imporre il Green pass a 360 gradi, siccome siamo ancora una nazione dove i diritti esistono, dovrebbe garantire a tutti la possibilità di avere questi strumenti», ha detto la leader di FdI, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira.

«Col Green pass obbligatorio servono i tamponi gratis»

Meloni, quindi, ha ricordato che anche «ai fini del tracciamento del Covid, della certezza di non essere contagiati», il tampone è uno strumento più sicuro del Green pass, sul quale per altro il governo italiano ha assunto una posizione di isolamento pressoché totale rispetto ai partner europei. «Draghi – ha sottolineato la leader di FdI – è d’accordo solo con Macron. Io sono d’accordo con Angela Merkel e con tutto il resto d’Europa e del mondo, perché nessun altro, al netto dell’Italia e della Francia, sta utilizzando il green pass come lo usiamo noi».

Meloni: «Draghi d’accordo solo con Macron, noi col resto del mondo»

«Noi – ha poi chiarito Meloni – lo usiamo contravvenendo alle direttive dell’Unione europea. Quando l’Unione europea ha istituito il Green pass, nella normativa c’è scritto espressamente che il Green pass non può diventare uno strumento per limitare gli spostamenti e la libertà delle persone e uno strumento che rischia di creare discriminazioni tra vaccinati e non vaccinati. L’Unione europea – ha sottolineato la leader di FdI – lo dice chiaramente».

I rapporti interni al centrodestra

Ma la partecipazione alla trasmissione di La7 è stata anche l’occasione per fare il punto su tematiche più strettamente politiche. A partire dai temi del centrodestra. «Non penso che Berlusconi e Salvini mi volessero escludere. Il centrodestra si trova in difficoltà perché le posizioni di Draghi sono più spostate verso il centrosinistra e c’è poca attenzione alle posizioni di centrodestra», ha commentato Meloni, respingendo le letture dei rapporti interni che vorrebbero Salvini in competizione sfrenata con l’alleata storica. Il leader della Lega «non mi rincorre», ha chiarito Meloni, sottolineando che «siamo alleati perché ci troviamo d’accordo su tante cose».

Per il Quirinale abbandonare le logiche di parte

Quanto al Quirinale, Meloni ha chiarito che il centrodestra avrà «per tempo» un candidato e che «oggi non so dire» se sarà Silvio Berlusconi. La leader di FdI, però, è tornata su una questione che le è particolarmente cara: la necessità di ribaltare il punto di vista. «È un errore di impostazione, che abbiamo grazie alla sinistra, pensare che il Presidente della Repubblica debba essere un uomo di parte. Per cui – ha spiegato – a me piacerebbe immaginare una figura che non avesse grandi legami con le parti, ricordo un ottimo Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la sua elezione fu trasversale». E Draghi? «Credo – ha affermato Meloni – non sia proprio interessato. Secondo me, come prospettiva pensa all’Europa».

 

 

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